Rinnovabili al luna park: le giostre del Veneto scelgono l’energia pulita
Affascinano, attirano, spaventano. Ma non tutti sanno che le giostre più spettacolari del mondo sono costruite in Italia, al nord - la maggior parte in provincia di Rovigo - e utilizzando in misura sempre maggiore le energie rinnovabili nel ciclo industriale della produzione. Booster, Ranger, Tagada, Discovery, Vertical Swing, Turbo Force: sono solo alcuni nomi delle giostre più famose made in Veneto, come riporta il sito e-gazette.it. E nella regione un ruolo di primo piano spetta alle imprese polesane: sono circa 68 del distretto e operano a Bergantino, Melara, Calto, Castelnovo Bariano, Ceneselli, Castelmassa. Per capirci, è stato ideato e fabbricato in provincia di Rovigo l’ingresso illuminato del luna park di Coney Island, a New York, scenografia e luogo privilegiato di moltissimi film, il cinema 4d nel parco divertimenti Europark di Parigi e il Discovery 40 al Dinosaur Park di Pechino detentore, quest’ultimo, del record di altezza per una giostra: 45 metri, con una portata di quaranta passeggeri.
Il 70% delle giostre sul mercato globale sono prodotte in Europa, il 90% di queste in Italia, di cui l’80% nel Veneto. Il fatturato delle imprese costruttrici di attrazioni per parchi del divertimento aderenti al Distretto veneto della giostra ammonta a oltre 150 milioni di euro, ai quali va aggiunto il fatturato dell’indotto e delle imprese del settore degli spettacoli pirotecnici per un totale di 250 milioni di euro di fatturato.
Di questi introiti, moltissimi sono e saranno investiti sulla ricerca e sicurezza per riuscire a produrre il 100% delle giostre ad alto contenuto tecnologico e utilizzando fonti di energia rinnovabili.
Intanto, questo mix di sofisticata meccanica, tecnologia, ingegneria, creatività, architettura e sostenibilità risulta anti-ciclico, tanto da avere determinato un incremento medio del fatturato del distretto del 7,5% negli ultimi tre anni.


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