Inghilterra/ Eco-giardiniere per Buckingham Palace
Elisabetta e Carlo sempre più green. I reali di Inghilterra stanno infatti cercando un eco-giardiniere, per trasformare i giardini di Buckingham Palace in un'oasi ecologica. 
Carlo d'Inghilterra
La regina vuole un giardiniere dalla filosofia - e dal pollice, ovviamente - verde, in grado di curare i 16 ettari di terreno intorno al palazzo reale in maniera totalmente ecosostenibile, riciclando la quasi totalita' dei rifiuti e incoraggiando il proliferare di insetti, piante e uccelli selvatici. Il prescelto dovrà essere capace di mantenere cespugli e rose nel rispetto delle "buone pratiche di orticoltura organica" e "di partecipare allo sviluppo di piante e animali selvatici nei giardini".
Il candidato avrà tempo fino al 13 febbraio prossimo per inviare un curriculum, riporta il quotidiano Daily Mail, commentando che dovrà avere miti pretese, poiché lo stipendio annuo è di sole 12mila sterline, neppure 18 mila euro.
In particolare, l'impegno lavorativo è di 39 ore settimanali dal lunedì al venerdì e il contratto è a termine, da aprile 2011 a fine settembre 2012. I candidati possono presentare la loro domanda fino al prossimo 13 febbraio, si precisa sul sito web della Famiglia reale.
L'enfasi sulle credenziali 'verdi' del candidato, sottolinea il Telegraph, è chiaramente dovuta alla crescente influenza del Principe Carlo, che proprio ieri ha tenuto un intervento ambientalista al Parlamento europeo. Attenzione alla crescita economica fatta a spese dell'ambiente, e attenzione anche allo scetticismo sui problemi del cambiamento climatico: puo' avere effetti "corrosivi" sulla pubblica opinione, ha avvertito.
Invitato dai vertici delle istituzioni Ue in occasione di un convegno sul modello di crescita a basso consumo di carbone, il principe di Galles ha detto di non riuscire a prevedere "quanto possiamo mantenere la crescita del Pil a lungo termine se continuiamo a consumare il nostro pianeta in maniera tanto vorace". Carlo ha infatti sottolineato l'esistenza di "una diretta relazione fra la resistenza degli ecosistemi naturali e quella delle nostre economie nazionali: se il capitale della natura perde la sua resistenza innata, quanto ci vorra' perche' anche il capitale economico e i sistemi economici perdano la loro?", si e' chiesto.
Carlo di Inghilterra ha ricordato nel suo intervento di occuparsi di questi temi "da una trentina di anni", e negli ultimi 4, in particolare, si e' dedicato alla battaglia per il salvataggio delle foreste tropicali. Battaglie che "devo dire non sono state esattamente aiutate dall'effetto corrosivo che hanno sulla pubblica opinione quegli scettici che negano l'evidenza scientifica che mostra oltre ogni ragiunevole dubbio che il riscaldamento globale e' stato esacerbato dall'attivita' industriale dell'uomo".



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