Energia/ Enea: bioetanolo di seconda generazione sarà presto realtà
Il bioetanolo di seconda generazione, lungamente atteso a livello industriale nel campo dei biocarburanti, sara' finalmente una realta'. E' stata ufficialmente presentata all'ENEA, la tecnologia HYST, sviluppata dall'ingegnere italiano Umberto Manola che consentira' di trasformare le biomasse residue delle attivita' agricole (paglia, legno, e scarti vegetali in genere) e gli scarti dell'industria agroalimentare (sansa, vinacce, pastazzo, eccetera), in matrici ricche di amido e destrine, facilmente fermentabili ad etanolo, con costi e consumi energetici estremamente ridotti e senza alcun impatto ambientale.
"La tecnologia - ha affermato Vito Pignatelli, responsabile del Gruppo Sistemi Vegetali per Prodotti Industriali dell'ENEA - e' nata per l'applicazione all'industria molitoria e per la valorizzazione delle diverse uscite e risultanze destinate all'alimentazione umana e zootecnica. D'altra parte, i componenti come la cellulosa e la lignina, non utili ai fini alimentari, sono estremamente interessanti per la possibilita' di utilizzo a fini energetici per la produzione dei cosiddetti bioetanoli di seconda generazione".



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