Energia, verso l'età dell'oro del gas
L'Europa e il mondo sono avviati verso una potenziale "era globale del gas", una vera e propria "eta' dell'oro": come ha osservato, nel suo intervento alla ministeriale dell'Iea, l'amministratore delegato dell'Eni Paolo Scaroni, "non ci sono dubbi che la ripresa economica e la crescita dell'Europa saranno alimentate dal gas, e che, anche se lo 'shale gas' contribuira' significativamente a soddisfare l'aumento della domanda, la sicurezza degli approvvigionamenti dovrano rimanere in cima all'agenda europea negli anni a venire".
Quella che Scaroni chiama "l'eta' dell'oro" del gas riguarda sia l'offerta, grazie al "significativo potenziale, soprattutto nell'Europa dell'Est", dei giacimenti di "shale gas", sia la domanda, perche' "il mondo non riuscira' a raggiungere gli obiettivi globali di riduzione di CO2 se non sostituendo il carbone con il gas, a maggior ragione se si abbandona il nucleare".
L'Eni, ha ricordato Scaroni, punta sul settore dello shale gas con la presenza in Polonia e Ucraina: "Le nostre prime esplorazioni in Polonia hanno confermato che il gas puo' essere prodotto". Ciononostante, "la rivoluzione che abbiamo visto in Usa, che ha reso il paese autosufficiente e ora anche potenzialmente esportatore di gas, e' difficilmente riproducibile in Europa: la nostra maggiore densita' di popolazione e il quadro legale piu' complesso restringe le aree da sfruttare, aumentando tempi e costi".
L'Europa, insomma, "non sara' mai autosufficiente" e per questo e' necessario "rafforzare le relazioni di lungo termine con tutti i fornitori tradizionali, e stabilire relazioni con i nuovi", oltre che "minimizzare i rischi di transito, evidenziati dalle ricorrenti crisi fra Russia e Ucraina e dai recenti attacchi al passaggio in Tunisia del gas algerino".


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