Diossina, basta allarmismi

Venerdì, 14 gennaio 2011 - 18:00:00

Basta agli allarmismi ingiustificati e "gonfiati" da assurde campagne mediatiche che creano solo psicosi tra i cittadini, rischiando di provocare un crollo verticale dei consumi. Sarebbe un vero disastro per migliaia di imprenditori agricoli, trasformatori e commercianti. A pagare sarebbe solo ed unicamente l'intero settore agroalimentare italiano. E' quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori, esprimendo preoccupazione per gli sviluppi che potrebbe assumere la vicenda dei prodotti (uova e carne di maiale) contaminati da diossina in Germania Serve -afferma la Cia- un'informazione piu' chiara e responsabile da parte di tutti. Il governo, in particolare, deve intervenire con precisi chiarimenti, mentre va tenuta alta l'attenzione e la vigilanza da parte delle autorita' competenti. I controlli devono essere rigorosi.

Dobbiamo evitare il ripetersi di vicende come la Bse, l'aviaria, l'influenza suina, la "mozzarella blu", che hanno avuto effetti deleteri per un settore che gia' vive un momento di grande difficolta'. I prodotti "made in Italy" sono sicuri e l'etichetta d'origine, che presto diventera' obbligatoria per tutti gli alimenti, e' un'importante garanzia. D'altra parte in pochi anni, cioe' da quando esplose il caso della Bse (nel 2001), sono andate in fumo moltissime risorse economiche che potevano essere destinate allo sviluppo e alla crescita, non solo dell'apparato agroalimentare. Un danno enorme -sottolinea la Cia- che continuera' a far sentire i suoi effetti negativi per ancora molto tempo.

La diossina in Germania corre il pericolo di diventare l'ultimo anello di una serie di emergenze alimentari, frutto di notizie allarmistiche prive di qualsiasi fondamento. Basta ricordare che nel nostro Paese -sostiene la Cia- i casi di aviaria riscontrati sono stati pressoche' nulli e che per la Bse e' stata messa in piedi una macchina tra controlli, verifiche e interventi che ha da subito sgombrato il campo da eventuali contaminazioni.

Stesso discorso per la mozzarella di bufala: sono stati sufficienti poco meno di quindici giorni di allarmismi e di speculazioni per causare -rimarca la Cia- una situazione drammatica per gli allevamenti, per i caseifici, per tutta la catena commerciale. La psicosi diffusa tra la gente si e' trasformata in un'onda devastante. Oltretutto le ultime emergenze alimentari -ricorda la Cia- non sono state affatto provocate dalla nostra agricoltura: sono venute da lontano e per molte di esse non si e' avuto il neppur minimo riscontro nel nostro paese. Dunque, un vero boomerang che si e' abbattuto con una violenza inaudita sull'apparato produttivo-commerciale.

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