Rinnovabili/ Desertec pronto a partire: prima centrale solare nel 2012 in Marocco
Desertec è pronto a partire. Sarà realizzata probabilmente nel 2012 in Marocco, infatti, la prima centrale solare prevista nell'ambito del programma internazionale che punta a realizzare molte decine di migliaia di MW rinnovabili (sole e vento) nelle zone desertiche del Nord Africa con l'obiettivo di esportare poi l'elettricità prodotta anche in Europa.
Lo ha annunciato alla stampa Paul van Son, nuovo amministratore delegato del Consorzio Dii (Desertec Industrial Initiative), costituito nel 2009 come braccio operativo del progetto e di cui sono soci 21 imprese europee (per l'Italia Enel Green Power, Terna e Unicredit), con circa altre 30 (tra cui Intesa San Paolo e Italgen) che risultano come "partners associati".
Secondo van Son il progetto dettagliato della prima centrale (da 150 MW con tecnologia solare termodinamica) sarà nesso a punto "entro qualche mese" e prevede un investimento di 600 milioni di euro. Il programma del consorzio, costituito nel 2009, prevede la realizzazione dall'Egitto al Marocco di una rete di impianti a concentrazione solare che sarà integrata con realizzazioni fotovoltaiche e campi eolici. L'energia prodotta sarà immessa nelle reti locali, ma la parte eccedente sarà esportata in Europa con l'obiettivo di assicurare entro il 2050 la copertura del 15% della domanda elettrica del Vecchio Continente.
La scelta del Marocco come sede per ospitare il primo impianto del Consorzio tiene conto del fatto che tra gli Stati nordafricani è uno di quelli politicamente più stabili, oltre che già orientato a sviluppare le fonti rinnovabili. Inoltre il Paese già dispone di una buona interconnessione con l'Europa grazie ai due cavi sottomarini (da 400 e 1.000 MW) collegati alla Spagna attraverso lo Stretto di Gibilterra. Per la realizzazione completa di questo programma il Consorzio prevede investimenti fino a 400 miliardi di euro, ma l'ottimismo dai vertici Dii non è condiviso in alcuni ambienti finanziari. In particolare, gli analisti di Bloomberg New Energy rimarcano il ritardo che sta accusando Desertec ponendolo in relazione anche alle difficoltà di accesso al credito che si stanno manifestando per effetto della crisi del debito pubblico europeo. E, a fronte di questa stasi - osservano - stanno invece marciando a buon ritmo alcuni progetti rinnovabili avviati autonomamente dagli Stati del Nord Africa.


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