Crisi energetica, e se arriva la fusione fredda?
Di Gianni Degli Antoni
Da tempo rivolgo una domanda a naviganti delle catacombe di INTERNET: cosa avviene se la tecnologia delle così detta fusione fredda si diffonde?
La domanda è prudente.. Infatti affinchè una tecnologia si diffonda questa deve aver subito verifiche in campo. Inoltre per diffondersi deve rispondere alle esigenze di chi è interessato al suo impiego e deve subire vari vagli su più fronti (ad esempio in funzione della sicurezza).
Ma la domanda, così formulata presuppone che la tecnologia esista e possa operare: per togliere ogni dubbio sulla mia posizione metto a disposizione la mia reputazione affermando che la tecnologia esiste e verrà accettata da tutti, anche da coloro che forse vorrebbero se non impedirla.. almeno rallentarla anche in relazione al loro interesse a diventare attori di quel settore: ovvero diventare produttori di energie rinnovabili senza emissione di CO2 o altre scorie, a costi decisamente molto bassi.
La risposta alla domanda nelle sue accezioni non può essere data se non limitando drammaticamente il contesto. E’ quello che propongo ai lettori. Ovvero un esercizio di razionalità senza far ricorso a fiducia in chicchessia. Ovviamente se il problema non e’ di vostro interesse l’esercizio di razionalità potete anche evitarlo di farlo.
Ecco come si presenta oggi la tecnologia sviluppata da Rossi sulla base di ricerche convogliate l Prof. Focardi Preside della Facoltà di Scienze della Università di Bologna. E’ solo una forma proposta per la commercializzazione. Viene prodotta in USA (ma forse non solo).
Ovvero l’ apparato si presenta come una Valigia sigillata che produce 10 Kilowatt di calore da immettere in circuiti che sfruttano quel calore. L’ alimentazione? Una cartuccia della dimensione di un pacchetto di sigarette e dal costo di due o tre decine di Euro, o forse meno. Adeguata per sei mesi di funzionamento dell’ apparato: l’ ECAT. La immaginazione al lettore certamente non manca. Ma si soffermi per ora solo sulla distribuzione di quel calore dove la assenza di reti di elettrificazione rendere impossibile di disporre di energia termica.. oggi .. E fra due anni o forse meno..di energia elettrica:
Non rinviate ai posteri.. domani è troppo tardi. Il problema ci riguarda . Chi ci nasconde la situazione fa lo stesso danno di chi non ha fatto capire il debito pubblico.


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