Crisi/ Il caro benzina mette ko i coltivatori di fiori toscani

Il caro benzina mette ko i coltivatori di fiori toscani. L'aumento del 58 per cento dei costi del gasolio rispetto allo stesso periodo del 2011 ha letteralmente messo in ginocchio le imprese florovivaistiche toscane – concentrate nelle province di Lucca e Pistoia - specializzate nelle produzioni in serra di fiori come tulipani, lilium, iris e ortensie. Scaldare le serre è diventato un lusso a tal punto da costringere le imprese a rivedere produzione e strategie commerciali. Oggi per scaldare 10 ore al giorno 3000 metri di produzione in serra occorrono mediamente 450 litri di gasolio pari a circa 500 euro di costo giornaliero.
Stando alle stime di Coldiretti un’azienda media (3 mila metri di serra) dovrà sborsare, per mantenere livelli di produzione accettabili, tra i 7 e gli 8 mila euro in più al mese. “Ma in pochi ne hanno la forza economica – sentenzia Tulio Marcelli, presidente regionale di Coldiretti – le imprese che producono in serra fiori e ortaggi saranno costrette a ridimensionare fortemente le quantità con effetti su livelli di produttività, sui costi di produzione e sul mercato”.
Il maggiore costo del gasolio, avrà ripercussioni pesanti sui costi di produzione. “Aumenteranno tra il 5 e il 10% - analizza Marco Carmazzi, neo Presidente del Distretto Floricolo Interprovinciale Lucca-Pescia – a seconda della produzione. Il costo energetico è una delle voci che grava maggiormente sul prezzo finale, e di questo passo costi e ricavi saranno quasi livellati. Le aziende poi sono obbligate, per superare questa delicata fase, a posticipare le produzioni di alcuni mesi per risparmiare sul gasolio consapevoli che dovranno fare i conti con la dura legge della domanda e dell’offerta. Tutti aspettano la primavera e temperature meno rigide per produrre”.
E proprio per quanto riguarda la produzione, salta agli occhi il caso della Versilia dove un’altra delle produzioni simbolo, la rosa, ha subito un drastico e progressivo ridimensionamento: da 30 milioni di steli a circa 5 milioni in venti anni. Per motivi economici, tra gli agricoltori molti cominciano a pensare a tornare alla produzione stagionale. “Non c’è più proporzione tra costi e ricavi – sottolinea Cristiano Genovali, Vice Presidente Coldiretti Lucca e Presidente del Mercato dei Fiori di Viareggio – c’è una grande sofferenza dei livelli di produttività. Il prezzo del gasolio era già molto alto lo scorso anno quando arrivò a 50/60 centesimi il litro, ma ora, a questi livelli, non è più sostenibile. E’ impensabile che un’impresa possa bruciare al giorno 10-15 litri di gasolio al giorno spendendo il doppio rispetto all’anno prima. E’ economicamente impossibile. Si potrebbe pensare a puntare sulle energie rinnovabili ma ci vogliono contributi e incentivi. Paradossalmente oggi è più conveniente non produrre ed aspettare i mesi più caldi quando le temperature saranno meno rigide. In molti ci stanno pensando”.
Francesco Bertolucci


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