Conto energia/ Prime indiscrezioni: pronto il “ponte” per salvare il fotovoltaico già in corsa
Le prime indiscrezioni sul tipo di testo cui stanno lavorando i ministero dello Sviluppo economico e dell’Ambiente per il quarto conto energia sul fotovoltaico arrivano da e-gazzette.it, secondo cui si starebbe parlando della possibilità di una norma ponte per “salvare” gli investimenti già fatti. Si tratta di impianti fotovoltaici per circa 3mila megawatt. 
Con ogni probabilità, secondo e-gazzette.it, si darà la possibilità a questi impianti di godere del regime di incentivazione precedente a patto che siano già in corso di realizzazione.
Però dal 2012 l’incentivo comincerà a scendere, ed è modellato sull’esempio degli incentivi al fotovoltaico introdotti dalla Germania. Il sussidio calerà rapidamente con l’obiettivo di arrivare a ridosso della “grid parity” attorno al 2016.
Dovrebbe funzionare così: un taglio del 10% sulle tariffe incentivanti del terzo conto energia fino a tutto il 2011 (esclusi appunto gli impianti in corso di realizzazione). Un ulteriorie calo del 10% sarebbe poi previsto a partire dal 2012, per arrivare a -15/20% a partire da gennaio 2013.
Un'altra ipotesi prevde tariffe ridotte gradualmente nel corso di quest'anno con un calo del 2% nel primo quadrimestre, del 10% nel secondo e nel terzo. Ulteriore -10% nel corso del 2012, -20% nel 2013.
In ogni caso, l'obiettivo è arrivare alla fine del 2013 con la metà degli attuali incentivi.
Sembra poi che gli aiuti saranno più consistenti soprattutto per gli impianti fotovoltaici di dimensioni piccole e medie, e anche per i pannelli solari integrati nell’architettura dell’edificio. Tariffe più incentivanti anche per gli impianti mirati per lo “scambio sul posto”, cioè verso l’autoconsumo. Meno soldi invece ai grandi impianti, quelli che producono energia per il mercato, al fotovoltaico installato sul suolo.
Non solo: i ministri sono al lavoro anche per prevedere un tetto massimo alle installazioni incentivabili fino al raggiungimento degli obiettivi comunitari. Si parla di due tetti, quello da 2 GW annui di installazioni consentite e quello di 6 miliardi di euro annui di incentivi massimi. Di questi sei miliardi i due terzi dovrebbero essere dedicati agli impianti minori, sotto i 200 Kw.



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