Buste di plastica, nel milleproroghe sparisce il divieto. La protesta di Legambiente

La legge che vieta le buste di plastica, quella per cui oggi tutti devono andare a fare la spesa con il proprio sacchetto o usare quelli bio è sparita. Nel milleproroghe non ce n'è traccia. A dare l'allarme è Legambiente. Il vicepresidente Ciafani: "E' grave e anche dannoso aver cancellato quell'articolo, non solo per l'ambiente ma anche per l'immagine stessa dell'Italia". E il Pd appoggia il j'accuse. E' bufera

Giovedì, 29 dicembre 2011 - 16:33:35

"E' grave e anche dannoso aver cancellato quell'articolo, non solo per l'ambiente ma anche per l'immagine stessa dell'Italia. La messa al bando dei sacchetti di plastica e' un primato che ci ha fatto riconoscere come uno dei Paesi piu' all'avanguardia, pioniere di un modello guardato con ammirazione in tutto il mondo e che cosi' rischia di essere seriamente compromesso". Cosi' il vicepresidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani commenta la sparizione dal testo del decreto Mille proroghe dell'articolo che stabiliva i corretti parametri di biodegradabilita' nell'ambiente e compostabilita' degli shopper secondo la norma europea EN13432, annunciato ufficialmente dal governo il 23 dicembre. "Quella norma - ha aggiunto Ciafani - e' fondamentale per fare chiarezza nel mercato della piccola e media distribuzione, che e' gia' stato invaso da sacchetti di plastica con additivi chimici che non possiedono le corrette caratteristiche di biodegradabilita' e soprattutto e' utile a evitare scappatoie da parte di alcuni produttori che evidentemente si sono gia' attivati. Per questo se fosse confermata la sua cancellazione in modo cosi' subdolo, addirittura dopo l'annuncio del governo, sarebbe un chiaro tentativo di salvaguardare i profitti di alcune lobby a scapito dell'interesse generale, dei cittadini, dell'ambiente e dell'economia italiana. Ci auguriamo quindi - conclude il vicepresidente nazionale di Legambiente - che il Governo e il Parlamento rimedino al piu' presto a questo evidente tentativo di sabotaggio di un ottima norma che privata di determinati parametri rischia di perdere la sua efficacia".

sacchetti plastica1

Sarebbe «desolante» la cancellazione della norma sui bio-shopper dal cosiddetto decreto Milleproroghe. A dirlo i senatori del Pd Francesco Ferrante e Roberto Della Seta citando il testo del decreto pubblicato oggi dal Sole 24 ore in cui la norma non è presente anche se - proseguono - il Cdm la aveva approvata. La norma, che «stabiliva i corretti parametri di dissolvenza nell'ambiente degli shopper», ricordano i due senatori democratici, era stata «annunciata ufficialmente dal governo il 23 dicembre e dai ministri Passera e Clini». Evidentemente - aggiungono - «la longa manus delle lobby della vecchia industria inquinante sta tentando il tutto per tutto. Non possiamo che augurarci - osservano - che il governo rimedi in breve tempo a questo grave infortunio» altrimenti sarebbe questo un episodio ancora più grave delle mancate liberalizzazioni del primo provvedimento Monti, che dimostrerebbe un'incapacità del governo di resistere alle pressioni di chi vuole che nulla cambi«. Le nuove disposizioni sui sacchetti biodegradabili, secondo Ferrante e Della Seta, chiarivano »il campo di applicazione della precedente normativa e introducendo sanzioni rigorose a tutela dell'ambiente«. Infine, chiudono, affermando che »deve esser posto un freno alla pessima abitudine per cui passano giorni dall'annuncio delle scelte del consiglio dei ministri all'effettiva pubblicazione del provvedimento".

RUSSO, NORME BIO-SHOPPER IMPOVERISCONO CAMPI NON CONSIDERARE SOLAMENTE AMIDI DI MAIS E ZUCCHERI - "L'agricoltura non può continuare a svenarsi ad esclusivo vantaggio dei monopolisti ambientali: occorre prendere in considerazione tutte le tecnologie per ottenere plastiche ecocompatibili e non solo quella che impiega l'amido di mais e gli zuccheri". È quanto sostiene il presidente della commissione Agricoltura della Camera, Paolo Russo a proposito della possibilità che il governo stabilisca che ad essere considerate plastiche biodegradabili possano essere solo quelle conformi alla En 13432. "Se la scienza indica forme diverse e sicure di biodegradabilità - spiega Russo - non bisogna chiudere le porte alla ricerca e all'innovazione, altrimenti si rischia di vanificare i vantaggi per l'ecosistema e soprattutto per le popolazioni che se da un lato si preservano dai rischi dell'inquinamento dall'altro però si affamano". Per il presidente, quindi sprecare i prodotti dell'agricoltura in shoppers costituisce un vero e proprio affronto ai tanti abitanti dei paesi sottosviluppati che sono alla ricerca di cibo. Alla ripresa dei lavori parlamentari, Russo sottoporrà, insieme con altri colleghi, la questione alle commissioni competenti ed all'Aula.

PRESIDENTE UMBRIA, PREOCCUPAZIONE - «Grave preoccupazione» per le anticipazioni di stampa relative al mancato inserimento nel decreto milleproroghe delle disposizioni relative ai sacchetti biodegradabili è stata espressa dalla Presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini a margine dei lavori del Tavolo generale dell'Alleanza di oggi. «È del tutto evidente - ha proseguito la Presidente - che mentre la Regione e le istituzioni locali a stretto contatto con gli Uffici del Ministero dello Sviluppo Economico stanno lavorando per una rinnovata prospettiva industriale del polo chimico di Terni che deve trovare nella chimica verde e nei driver della green economy gli assi portanti dello sviluppo futuro anche grazie alla prospettiva del coinvolgimento di importanti player locali, i deficit di regolazione normativa, che la norma già inserita nel decreto superava, rischiano ora di impattare molto negativamente sul progetto complessivo». «Questo tra l'altro - ha proseguito la presidente - nell'imminenza dell'avvio della trattativa formale con Basell relativa alla cessione delle aree di proprietà della multinazionale rischia di generare ulteriori ritardi ed incertezze con ricadute immediate anche sul potenziale di sviluppo delle produzioni di Novamont». «Ulteriori elementi di preoccupazione - ha aggiunto Marini - derivano anche dalle positive ricadute occupazionali che lo sviluppo ulteriore delle produzioni di plastiche biodegradabili avrebbe già nell'immediato assicurato nel bacino industriale della chimica di Terni e che ora verrebbero messe in forse o quanto meno fortemente rallentate o ridimensionate». «Rivolgo un forte appello al Presidente del Consiglio Mario Monti affinchè il decreto recuperi nell'immediatezza delle prossime ore i contenuti normativi inopinatamente esclusi, restituendo alla chimica umbra come a quella d'intero Paese - ha concluso la presidente - prospettive industriali, occupazionali e di sostenibilità ambientale in coerenza con il disegno complessivo della crescita del paese».



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