Il biologico? Volano del turismo rurale

Giovedì, 22 luglio 2010 - 14:50:00

Di Antonio Felice - greenplanet.net
 
In questi giorni di gran caldo estivo che inducono al relax, mentre pensavamo a un po' di refrigerio in un luogo appartato e ameno, ci siamo imbattuti in uno studio appena pubblicato da New Medit (n.2/2010), la rivista trimestrale dell'Istituto agronomico mediterraneo di Bari, che abbiamo letto con interesse perché descrive un luogo appartato e ameno come l'Istria e in quel contesto territoriale (siamo nella Contea croata dell'Istria) descrive i prodotti biologici come la chiave di volta dello sviluppo del turismo rurale come integrazione importante di un'agricoltura sostenibile da una parte e del turismo costiero di massa dall'altra. Si tratta di uno studio scientifico basato su una ricerca di mercato.

Gli autori (tre croati), partendo dal dato che il numero dei "turisti rurali" nella Contea dell'Istria è molto limitato rispetto a quello dei "turisti costieri" (circa il 5 per cento), scoprono quello che definiscono il primo fattore del cambiamento dal turismo solo "sole e mare", un turismo stagionale, "passivo", ad un turismo più attento, curioso, attivo, alla scoperta del territorio che sta dietro al mare, un turismo che va oltre la stagione dei bagni: il fattore del cibo naturale, tipico, biologico. Lo studio esorta i responsabili amministrativi a promuovere politiche di sviluppo del biologico in Istria. Correttamente, si precisa che la tipicità a cui ci si riferisce è la tipicità mediterranea.

Le considerazioni che possono essere indotte da questa lettura sono numerose. La principale ci sembra questa: il biologico, pur essendo una nicchia, può giocare la carta della internazionalizzazione nel senso dello scambio internazionale delle conoscenze e delle esperienze, soprattutto in ambito mediterraneo (dall'Italia alla Croazia per esempio ma potrebbe essere dalla Francia alla Tunisia o dalla Grecia all'Egitto), per sviluppare fino in fondo potenzialità che a tutt'oggi sembrano essere ancora enormi e questo nonostante l'elemento negativo rappresentato da tutti coloro che, anche rivestendo posizioni di responsabilità nel settore, non vedono oltre l'orizzonte del proprio campicello.

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