Biologico/ Dieci anni di sondaggi possono bastare

Giovedì, 3 giugno 2010 - 12:23:00

Di Antonio Felice

Da dieci anni si ripete il sondaggio sullo stato del settore biologico in Italia promosso dal Consorzio bolognese "il Biologico" e dal CCPB e rivolto ai "protagonisti" del settore. Le domande sono più o meno quelle che uno si aspetta. Purtroppo anche le risposte saranno di questa natura. I "protagonisti" rischiano di ripetersi, di parlarsi addosso. La situazione del settore ormai è nota. Si sa quello che si deve fare.

Non sarà quello che i "protagonisti" pensano che il consumatore pensi a cambiare il quadro, nemmeno di una virgola. Quello che si deve fare è stato detto e ripetuto in svariate sedi e occasioni. Anche nella recente assemblea dello stesso CCPB, pure con efficacia e autorevolezza. Ma il settore pecca ogni volta che si lancia in iniziative di comunicazione o presunte tali. Non è importante oggi fare sondaggi per l'ennesima volta (lasciamoli al presidente del Consiglio) e per parlarsi addosso; è invece indispensabile lanciare un piano d'azione di settore. Federbio, nella sua  ultima assemblea, pure a Bologna, aveva lanciato nella relazione del suo presidente molte idee importanti. Esse però non stanno sfociando, per il momento, in un efficace piano d'azione. Passato questo ormai inevitabile sondaggio, pur non essendo compito degli amici del CCPB (quanto semmai di Federbio) attuare strategie generali di settore, ciò richiedendo grandi intese che coinvolgano istituzioni e politici, non sarebbe male che coloro che sono giustamente i "fari" del settore biologico italiano lancino  - e mostrino poi a tutti i risultati  -  ricerche sul campo in grado di fornire contributi significativi di conoscenza che orientino infine le aziende nel loro difficile lavoro.

Secondariamente, anche al di fuori di un piano d'azione generale, sarebbe quanto mai utile lanciare una campagna di comunicazione importante a sostegno del settore: comunicare ai cittadini, comunicare ai giovani e ai bambini i contenuti del biologico. Queste cose non le deve fare qualcuno per sé, o per sé e per gli amici, i clienti, i fornitori, gli associati. Anche perché non ne sarebbe in grado. No, queste cose si dovrebbero e si potrebbero fare tutti insieme, a beneficio di un sistema generale che oggi si stenta a vedere.

 

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