Bio ed equo, così si risparmia sulla spesa. Parola di Bilanci di giustizia
Monitorare il proprio consumo per cambiare l'economia dalle piccole cose, dai gesti quotidiani. Modificare secondo giustizia la struttura dei propri consumi e l’utilizzo dei propri risparmi. Questo fanno le 1200 famiglie aderenti ai 43 gruppi di Bilanci di giustizia, la campagna lanciata nel 1993 dall’associazione ‘Beati i costruttori di pace’ con lo slogan ‘Quando l’economia uccide bisogna cambiare!’ e rivolta proprio alle famiglie intese come soggetto micro-economico. Dal 26 al 29 agosto a Marina di Massa, Bilanci di giustizia ha indetto il proprio incontro annuale.
Un percorso sul tema ‘Passaggi tra personale e politico’. In occasione dell'incontro sarà presentato il rapporto 2009 della campagna. “Emerge – spiega don Gianni Fazzini – che le famiglie hanno saputo scegliere con spirito critico il 38% dei loro consumi. E, così facendo, hanno guadagnato tempo per loro”. Tra gli indicatori di benessere utilizzati nel rapporto c’è, infatti, anche questo: quanto tempo ho liberato, quanto tempo in più riesco ad avere per le cose più importanti. “Dando più spazio, nei loro acquisti, al biologico, ai beni locali, ai prodotti del commercio equo e solidale, le famiglie hanno registrato un risparmio del 15% rispetto alle spese monitorate dall’Istat”. Insomma, qualità delle vita e risparmio.
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A una condizione, avverte don Fazzini: “All’inizio della crisi economica siamo stati contattati da chi voleva da noi, in buona sostanza, una ricetta per continuare a consumare senza sosta spendendo meno. Ma il nostro cammino non è mantenere alti i consumi! E resta deluso chi usa furberie, scorciatoie. Noi camminiamo con tutti coloro che sono mossi da una autentica sete di giustizia”.
I 4 giorni di Massa saranno incentrati su lavori di gruppo, quindi sarà essenziale l’apporto che ognuno saprà e vorrà portare. Diversi i laboratori: dal software libero all’uso delle ortiche, dalla casa ecologica alla corsa, dalle tecniche di boicottaggio a quelle di tessitura. Contemporaneamente un gruppo di 25 adolescenti con due adulti alla guida andrà, zaino in spalla, in escursione sulle Alpi Apuane per riflettere sul rapporto con la natura. Con un auspicio per tutti: “Dovremo scoprire l’energia che, quando si segue una strada di giustizia, inavvertitamente si allarga attorno a noi, tocca gli spazi, le persone come una ventata che rinnova, che mostra il nuovo”.
Oltre 200 le persone iscritte all’incontro di Marina di Massa, per un cammino che “nasce dal vissuto, dal basso, non dai vertici” dice don Gianni Fazzini, tra l’altro ideatore di una ‘pastorale degli stili di vita’ e che così spiega il filo conduttore scelto per l’incontro di Bilanci di quest’anno: “Le famiglie hanno segnalato la forte propensione a uscire fuori dalla dimensione familiare per guardare al territorio”.
Ad esempio Giovanna di Messina ha creato con i ragazzi disoccupati della zona una cooperativa che si occupa di pannelli fotovoltaici; Antonella a Trento ha capito di dover impegnarsi per la mobilità su quel territorio e sta collaborando a questo scopo con la provincia. “L’esperienza di Bilanci non fa chiudere le persone nella propria cerchia familiare – aggiunge don Fazzini - ma le apre: la ricerca di giustizia personale si trasforma in impegno politico. In questo momento in cui tutta la politica pare corrotta, qui nasce un nuovo germe, un nuovo modo di fare politica, che parte dalla sete di giustizia. Sentiamo che abbiamo tra le mani un tesoro prezioso: e sono italiani, giovani famiglie del nostro tempo”.
Un tempo tormentato, ma nel quale i buoni semi riescono ancora a unirsi e a portare frutto. “Quando permettiamo alle persone di rientrare in se stesse e di recuperare quella sete di giustizia che hanno dentro, esse diventano creative e ne combinano di tutti i colori”.



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