Benzina all'idrogeno a 25 centesimi. Ecco la scoperta che rivoluzionerà il mondo
Venticinque centesimi al litro. La benzina del futuro potrebbe costare sei volte di meno rispetto al prezzo attuale. Il tutto grazie a un rivoluzionario utilizzo della tecnologia dell'idrogeno, messo a punto in Inghilterra dopo quattro anni di studi nei laboratori della Rutherford Appleton vicino a Oxford: gli scienziati della "Cella Energy", un'azienda all'avanguardia in questo settore, sono pronti a rivelare la scoperta che potrebbe sconvolgere non solo il mondo dei motori, della mobilità in generale e dei problemi dell'inquinamento, ma anche mettere in crisi l'industria più potente al mondo: quella del petrolio. Se poi si considera che alcuni Paesi, come la Norvegia, hanno già un'autostrada ecologica in quanto percorribile solamente dalle automobili il cui motore è alimentato ad idrogeno e non a benzina, allora si capisce che gli effetti della scoperta potrebbero essere davvero rivoluzionari. 
Questo non significa soltanto un possibile crollo delle "Sette Sorelle" (le potentissime società leader dei carburanti, che mai come quest'anno hanno realizzato utili stratosferici); ma anche una rivoluzione nei rapporti economici con i Paesi produttori di petrolio che proprio sull'oro nero hanno basato ricchezza e sviluppo.
Insomma, intorno a questa notizia potrebbero girare e scontrarsi interessi planetari. Tutto consiste nella capacita' di stoccare l'idrogeno a temperatura ambiente.
Finora l'ostacolo al suo utilizzo era costituito dal fatto che l'idrogeno si può conservare solo a bassissime temperature oppure a pressione molto alta (e tutto cio' comporta costi e rischi). Ebbene, gli studiosi della azienda inglese, grazie alle nanotecnologie, sarebbero riusciti a incapsulare l'idrogeno in un tessuto polimero poroso. Questo nuovo carburante all'idrogeno sarebbe costituito da microcelle di borano di ammoniaca circondate da polimeri in modo da potere essere immesse nei serbatoi.
I motori di tutti gli autoveicoli (ma anche degli aerei, pensate un po') per funzionare perfettamente avrebbero bisogno soltanto di qualche lieve modifica. Le microfibre prodotte in laboratorio hanno lo spessore equivalente a un trentesimo di capello e si possono trasformare in sostanza liquida distribuibile alle pompe. Oltre al costo ultraridotto, ci sarebbe un ulteriore, enorme vantaggio: nessuna emissione se non vapore acqueo.



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