Effetto batterio killer/ Volano i consumi bio

Giovedì, 30 giugno 2011 - 09:00:00

I consumatori italiani credono nel biologico e fanno registrare nel 2011 un aumento record del 13% negli acquisti di prodotti confezionati che addirittura raddoppiano per alcuni alimenti come la pasta (+97%) e le mozzarelle (+120%) colpite da recenti emergenti sanitarie. E' quanto emerge da un'analisi condotta dalla Coldiretti sull'onda delle polemiche nate dopo la vicenda del batterio killer in Francia e Germania.

L'analisi si basa sui dati Ismea relativi al primo bimestre di quest'anno A trainare l'aumento - sottolinea la Coldiretti - oltre alla pasta e alla mozzarella sono il latte a lunga conservazione (+77%) e quello fresco (+32%); aumentano anche gli acquisti di prodotti ortofrutticoli biologici (+12%) con punte del 32% per i finocchi e del 28% per le clementine e del 18% per zucchine, broccoli e mele. L'andamento di mercato - con una spesa per il biologico in Italia stimata superiore ai 3 miliardi di euro - conferma l'attenzione degli italiani per il biologico, ma anche per il tipico e il prodotto a chilometri zero, acquistato magari direttamente dagli agricoltori o nei mercati di campagna amica dove - continua la Coldiretti - nel 2010 hanno fatto la spesa 8,3 milioni di italiani.

Nel nostro paese - rileva la Coldiretti - si contano 45.509 operatori biologici all'inizio del 2010 mentre sono coltivati a biologico 1.106.684 ettari, con una crescita del 10%. L'Italia ha la leadership in Europa per numero di operatori certificati impegnati nella filiera dell'agricoltura biologica e resta leader europeo per ettari di superficie coltivati secondo il metodo biologico (escludendo i boschi e i pascoli gestiti in biologico, in cui la Spagna primeggia), secondo i dati del Sinab.

Alle regioni del sud spetta il primato per superfici agricole condotte secondo il metodo biologico (Sicilia, Puglia e Basilicata) e per numero di aziende agricole biologiche (Sicilia, Calabria e Puglia) mentre al nord sono concentrate la maggior parte delle imprese di trasformazione (con il primato dell'Emilia Romagna e della Lombardia). I principali orientamenti produttivi del biologico italiano (escluse le superfici a foraggi, prati e pascoli) riguardano, in ordine di importanza, i cereali, l'olivo, la frutta (compresa quella in guscio), la vite, gli agrumi e gli ortaggi.

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