Agricoltura/ Il bio? Un business da 55 miliardi di dollari
In Italia e nel mondo e' ormai ''bio-mania''. Il giro d'affari nel 2010 e' da far girare la testa: si tratta di ben 54,9 miliardi di dollari complessivi. 
Solo in Europa il ''bio'' vale 18 miliardi di euro l'anno, di cui oltre 2 miliardi ''prodotti'' nel Belpaese. Tutto merito della maggiore attenzione dei consumatori verso il ''mangiar sano'', ma anche delle copertine conquistate dal settore sui giornali piu' patinati. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando i dati diffusi dall'Ismea.
In Italia il biologico continua la sua corsa inarrestabile. Dopo l'incremento dell'11,6% messo a segno nel 2010, si assesta al piu' 13% nei primi due mesi del 2011. Ma se a trainare la crescita sono ancora una volta pasta e riso (piu' 68,8%) e latte e formaggi (piu' 20,7 %), comincia a consolidarsi anche il consumo di ortofrutta ''bio'': nel primo bimestre, infatti, il segmento guadagna quasi il 12%, con un peso sul totale degli acquisti di biologico pari al 23%.
Ma la vera novita' e' il ''sorpasso'' della frutta e verdura ''bio'' rispetto a quella convenzionale. A livello tendenziale -spiega la Cia- i consumi di patate biologiche sono cresciuti tra gennaio e febbraio del 17,2% rispetto al piu' 4,3% di quelli ''normali''; i finocchi ''bio'' sono aumentati del 32,4% contro l'1,4% dei convenzionali; le zucchine biologiche sono schizzate a piu' 18,4 %, lasciando al piu' 7% quelle ''normali''. E se arance e clementine convenzionali hanno registrato variazioni negative comprese tra l'1 e il 3%, quelle ''bio'' hanno segnato rispettivamente piu' 12,9% e piu' 27,7%.



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