Torna Vin Diesel
di Oriana Maerini
Strano a dirsi, ma quello che colpisce di Vin Diesel, più delle prestanza fisica, è la voce. Calda, profonda,
![]() Vin Diesel |
Newyorkese doc Diesel proviene da una famiglia metà afroamericana e metà italoamericana ed è un perfetto manager di se stesso. Nel 2004 rifiutò la parte del protagonista per il film "Doom" e due anni più tardi ha accettato di recitare un cammeo in "The Fast and the Furious: Tokyo Drift" solo perchè in cambio gli fu concessa la possibilità di far parte della produzione "Fast & Furious: solo parti originali". Inoltre, sfruttando il suo successo cinematografico, ha fondato la Ticon Studios, una casa di produzione di videogiochi con la quale ha lanciato sul mercato dell’intrettenimento interattivo due videogiochi ("Chronicles of Riddick: Escape from Butcher Bay" e "Chronicles of Riddick: Assault on Dark Athena"). Ora è una delle star più quotate dello star system ed ha in cantiere ha il sequel di xXx l'agente segreto Xander Cage, la regia, oltre che l’interpretazione del film “Hannibal the Conqueror” e persino una commedia romantica!
Vin Diesel in un ruolo romantico, è uno scherzo?
"No, per Touchstone girerò 'Player’s Rules', una commedia romantica. Sono molto contento di affrontare questo ruolo perchè è una bella sfida, una cosa che mi entusiasma."
E’ vero che ha diretto un prequel di Fast & Furious di solo parti originali.
"Si e si chiama 'Los Bandoleros' ed è ispirato ad una canzone che sente durante la sua apparizione in in 'The Fast and the Furious: Tokyo Drift.' Questo prequel è stato girato dopo. Ed è un corto che è l’esatto opposto: non è di azione ma si concentra sui caratteri dei due personaggi e si svolge prima della scena iniziale del film. Dovrebbe uscire in dvd ma non si sa quando perché è un esperimento. Gli Studios di solito non finanziano i corti indipendenti; è stato fatto non per guadagno ma per esplorare i caratteri."
Lei è un appassionato di videogiochi e li produce. Qual è quello dei suoi sogni?
"Spero di poter realizzare 'Barca B.C.' un gioco ambientato nelle guerre puniche. Ma è difficile ed impegnativo perché questi giochi multiplayer on line richiedono molti anni di lavoro. Bisogna creare un mondo e gestirlo quotidianamente. All’inizio mi vergognavo persino di ammettere nel mondo hollywoodiano che ero appassionato di questo tipo di intrattenimento ludico, poi ho saputo che Spielberg stesso lo era. Allora non ho avuto più timori e ho iniziato a produrli."
Ci sarà un quinto episodio di Fast & Furious?
"Il secondo e il terzo erano molto diversi dal primo film. 'Solo parti originali' è il vero sequel del primo ed è quello che ho trovato più affascinante. Non credo che ci saranno altri sequel. La sfida è quella di ridefinire il franchising del film. Per scelta, la Universal Pictures non ha messo nessun numero nel titolo: questo fa si che il film potrebbe essere l’inizio di una nuova trilogia. Un pò come è accaduto con la serie di Barman. E’ è una sfida interessante e non sempre gli Studios accettano di fare un’operazione del genere."
Lei ha accettato di lavorare gratis per Sidney Lumet in “Prova ad incastrarmi”le interessa in cinema d’autore?
"La cosa che più mi affascina sono le storie ed i personaggi. Per il film di Lumet ho incontrato la persona a cui si ispira la storia. Ero talmente interessato che non ho esitato un attimo ad apparire invecchiato ed ingrassato. Sono stato ripagato perché lavorare con un regista di quel calibro ha arricchito la mia formazione e la mia carriera. Al Pacino un giorno ha detto che per un attore il regista è come il prete, una figura di riferimento: ecco perché ho accettato quel ruolo. Credo che un attore di successo debba utilizzare il proprio status di star per raccogliere sfide del genere. E’ ciò che ha fatto Mel Gibson: dopo aver fatto raggiunto il potere interpretando tutti i capitoli di “Arma letale” ha potuto cambiare rotta: prima con Breaveheart, poi girando “La passione di cristo”.
Quali sono i suoi modelli?
"Sono cresciuto con i film di Stallone e Schwarznegger, ma i miei modelli sono anteriori. Penso a Brando in particolare. Per me non è importante interpretare il ruolo di un personaggio forte in un film d’azione perché credo che questa sia solo un’etichetta. Io lavoro sempre con il cuore cercando di dare coerenza e spessore ai miei ruoli. Per questo ho aspettato otto anni prima di tornare a vestire i panni di Domicic Torello: i sequel affrettatti, nati sull’onda del successo al botteghino, non mi interessano. Sono nato a New York e quando andavo a vedere un film con un eroe importante mi sentivo più forte, in grado di affrontare il mondo. Questa è la sensazione che spero di poter donare al mio pubblico."



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