Cinema, Verdone attacca Brunetta

Venerdì, 7 maggio 2010 - 08:55:00

"La medicina per guarire il cinema italiano? Nessuna medicina, ci vuole un medico premuroso che voglia bene al paziente e che si prenda cura del caso. Berlusconi e' un ottimo medico per la televisione, ma per il cinema no, penso che non gliene importi niente". Cosi' Carlo Verdone, nel corso della puntata di "Effetto Domino", in onda stasera alle 22.30 su La7.

carlo verdone
Carlo Verdone

L'ATTACCO DI VERDONE - L'attore-regista, riguardo ai finanziamenti pubblici al cinema italiano, lancia una proposta: "Dovrebbero essere valutati da commissioni super partes, severe, composte da persone di grande cultura e sensibilita', evitando la formula "amici degli amici", cosa che in Italia e' molto difficile". "In passato - aggiunge - ci sono state commissioni serie e hanno fatto pochissimi errori. Alle nuove commissioni dovrebbe essere affidato l'importante compito di individuare coloro che un domani daranno lustro al nostro cinema". Sulla situazione culturale italiana, Verdone ne e' certo: "Sta molto male". "La cultura la vedo malata perche' esiste un grande equivoco: si sta confondendo la cultura con l'intrattenimento e quindi e' molto complicato per le nuove generazioni capire cosa e' veramente valido e cosa e' effimero". "Questo secondo me e' un grosso problema. Forse un modo per risolverlo - spiega Verdone - sarebbe quello di pensare per il futuro a un insegnamento della storia del cinema nelle sue fasi essenziali nelle scuole superiori. Si puo' anche studiare la storia d'Italia la si puo' studiare anche attraverso del film importantissimi, da Blasetti a Rosselini. Bisogna preparare meglio il pubblico a una cultura piu' elevata. Il cinema ha una nicchia di pubblico che risponde bene, ma dovremmo allargarla. Le televisioni - continua il regista - avrebbero dovuto fare qualcosa in piu': l'educazione oggi passa per il 70% dalla tv, dove ci sono molti brutti esempi e poche cose buone".

 E nell'intervista Verdone commenta le affermazioni del ministro Brunetta rilasciate a Gubbio nel settembre scorso in concomitanza con l'inaugurazione della Mostra del Cinema di Venezia, sui finanziamenti al Fus. "Ammetto che ci sia stata un'aberrazione nel concedere finanziamenti a progetti veramente assurdi e' vero, ma il ministro Brunetta non e' stato molto educato quando ci ha dipinto come degli sfaticati e dei parassiti. Si sarebbe dovuto arrabbiare con Paolo Sorrentino per il suo primo film 'L'uomo in piu'' e con Matteo Garrone per 'L'imbalsamatore' che hanno fatto incassi molto bassi. Adesso pero' sono la punta di diamante della nostra cinematografia"."Lui vede comunisti dappertutto - conclude Carlo Verdone - ma non e' cosi'. La verita' e' che la politica si e' sempre interessata molto di piu' alla televisione che non al cinema, perche' la televisione da' un ritorno di visibilita' e il cinema no".

Renato Brunetta
Renato Brunetta
LA RISPOSTA DI BRUNETTA - "Saro' stato anche poco educato, ma il concetto che ho espresso a suo tempo a Gubbio e' argomentato con dovizia di analisi e statistiche nel libro "Cinema, Profondo Rosso" che ho pubblicato nel 2007 e che e' possibile scaricare integralmente dal sito www.freefoundation.com. Mi fa piacere che il dottor Verdone ammetta, sia pure a denti stretti, quanto ho sempre denunciato. Facciamo mestieri differenti, e da ministro mi guardo bene dal recitare, tantomeno dall'essere ipocrita". Lo dice il ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta che in una nota aggiunge: "non giro in tondo alle questioni e vado dritto al punto: al cinema italiano non servono commissioni ministeriali piu' trasparenti e piu' lungimiranti. Al cinema italiano serve invece un'unica commissione esaminatrice: quella del mercato. Amo i film e coloro che rischiano le loro risorse e la loro creativita' nel realizzarli. Resto senz'altro disponibile a confrontarmi su questi temi con il dottor Verdone, che apprezzo. Con buona educazione e pacatezza, certo, ma senza cedere di un millimetro dalle mie convinzioni - conclude il ministro - Le posate d'oro e i camerieri in ghingheri non hanno mai migliorato i piatti indigesti".

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