Estate 2009 con pinne, fucile... e Umberto Smaila!
Attore, conduttore tv e musicista, così la descrivono le sue biografie. In quale delle tre anime si riconosce di più?
"Tutte e tre. Quello che faccio nel mio spettacolo serale, l’Umberto Smaila Show, ha un grande successo proprio perché solo apparentemente è uno show esclusivamente musicale. In realtà io trasferisco nello spettacolo tutto il mix delle mie esperienze passate: quella di presentatore perché tutte le sere presento i vari personaggi che vengono a trovarci qui al Pata Pata, ma anche quella di cabarettista perché invento battute, e all’occorrenza improvviso"
Esordi nel '71. Quarant’anni di carriera. Come è cambiato il lavoro di intrattenitore e uomo di spettacolo? 
"E' cambiato il contorno, nel senso che noi della mia generazione ci siamo mantenuti così perché siamo nati in un periodo di maggiore selettività. Una volta avere successo era molto più difficile. C’erano due canali televisivi, in bianco e nero, Raiuno e Raidue. Quindi riuscire a imporsi a quei tempi aveva un’altra valenza rispetto ad ora".
"C'è un sovraffollamento di personaggi di ogni tipo. E' molto più difficile per i personaggi attuali creare una memoria nello spettatore... Io posso anche nei prossimi anni non far più niente, ma nessuno si dimenticherà più di me per strada. I personaggi di allora rimanevano più impressi nella mente".
E dal punto di vista della qualità? Lei ha origini molto alte, nel cabaret del mitico 'Derby'. Adesso c’è uno scadimento della qualità degli artisti e dei testi o no? 
L'ingresso dell'hotel Baia del Porto
"Mi spiace dirlo, non sono mai stato di quelli che amano il discorso del: 'ai miei tempi'. In ogni epoca i vecchi dicono: 'eh, ai miei tempi'. C’è un'ignoranza mostruosa in giro. Non so se sia colpa di Internet ma parlavamo ieri con Nini Salerno, che è qui a Baia del Porto con me e ha fatto parte della mia vita per 20 anni: non possiamo parlar di niente con la maggior parte della gente. La gente non sa niente. Non ha più riferimenti. Mi auguro che, come accadeva nel Pianeta delle scimmie, il famoso film precursore dei disastri, ci sia una distruzione di Internet... E poi questa corsa al protagonismo televisivo… Certe professioni straordinarie come suonare in un’orchestra sinfonica, o in un gruppo di jazz son diventate mestieri difficili, sottopagati e sottostimati. Ecco perché un signore come me che viaggia verso i 60 anni riesce ancora a fare il pienone anche tra i giovani".
Ha lavorato con un personaggio mitico della tv, il regista Enzo Trapani, l’inventore di 'Non Stop', trasmissione tv che fece epoca. Nascono ancora dei personaggi così? 
Giorgio Faletti
"No, perché sono stati modificati i criteri. Una volta il regista comandava, sia nel cinema che in tv. Ora comandano gli ascolti e i funzionari delle varie tv, la figura del regista è molto decaduta. Trapani apparteneva alla Rai con due reti. Allora essere Enzo Trapani, autore del primo programma a colori senza presentatore, ti mandava sul piedistallo. Ora nelle fiction il regista viene affiancato dal funzionario che gli succerisce cosa fare, in base alle esigenze di audience e di mercato".
Un altro nome che compare nella sua biografia è Giorgio Faletti.
"Sì, Giorgio è un amico. Leggo tutti i suoi libri e dopo le prime cento pagine gli telefono e gli dico il mio parere. E’ un ottimo cuoco, ogni tanto mi invita a cena. E’ sempre stato un matto, tra virgolette. Si buttava, con un ingenuità da liceale. E’ un esempio per chi intraprende qualsiasi tipo di carriera. La fortuna aiuta gli audaci. E può arrivare anche dopo i cinquant’anni".
E dei protagonisti di oggi dello spettacolo chi le piace?
"Non seguo molto la tv e non mi azzardo in giudizi. Nel cinema c’è stato un peggioramento perpendicolare con la scomparsa dei Tognazzi, Gassman Sordi e Manfredi. Non sono stati sostituiti. Gassman recitava in inglese con Altman, Tognazzi in francese a Parigi. E Mastroianni anche lui furoreggiava in America. Manfredi aveva fatto l’Accademia di arte drammatica Silvio D’Amico di Roma, Tutta gente con fior d’esperienze e scuole particolari".
(Segue/ Smaila parla dei personaggi televisivi di oggi, da Bonolis a Chiambretti fino a Simona Ventura...)



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