La "giornata della Memoria"? 'Leggila in libreria. Ecco i titoli da non perdere...

Mercoledì, 27 gennaio 2010 - 08:05:00

Come ogni anno in occasione della Giornata della Memoria le case editrici sfornano una serie di titoli per tutti i gusti e di qualità non sempre eccelsa in vista dell'evento. Affaritaliani.it ha scelto, tra i meritevoli, alcuni titoli:

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Libri

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Edgar Hilsenrath "Il nazista & il barbiere" (Marcos y Marcos)

   

marcos y marcos
"Il nazista & il barbiere"
IL LIBRO -  Ecco a voi Max Schulz: poveraccio ariano, occhi da rospo e naso a becco, figlio di padre ignoto. Il suo migliore amico: Itzig Finkelstein, biondo, occhi azzurri, ebreo, figlio di un ricco barbiere.  Nel terzo Reich, Max Schulz fa carriera: SS, brigate nere, specialista sterminatore in Polonia. In Polonia, nel terzo Reich, Itzig Finkelstein e famiglia vengono sterminati.

A guerra finita, Max Schulz dribbla magistralmente russi e partigiani e torna a Berlino. Ricercato dal nuovo governo come criminale di guerra, decide di cambiare identità.  “In fondo, sono sempre stato un idealista” pensa Max Schulz. “Un idealista che preferisce schierarsi accanto ai vincitori. E sono gli ebrei che hanno vinto la guerra”.
Si fa tatuare un codice di Auschwitz sul polso, si fa circoncidere. D’ora in avanti, sarà Itzig Finkelstein, barbiere ebreo. Riceverà gli aiuti destinati alle vittime dell’olocausto, si avvicinerà al movimento sionista...

Un romanzo provocatorio, pronto a disintegrare convenzioni e tabù. Un intruglio magico di umorismo nero, grottesco, fiabe capovolte, pura poesia. Per denunciare violenza e soprusi ovunque si annidino, contro ogni certificato di innocenza e immunità. Per mai dimenticare l’orrore che è stato, che è e sarà.

minimarcos
480 pagine, 11,50 euro
isbn 978-88-7168-495-6
Traduzione di Maria Luisa Bocchino e Marzia Luppi Cortaldo
in libreria dal 28 gennaio 2010 


 L'AUTORE - Edgar Hilsenrath è nato a Lipsia nel 1926. Ebreo d’origine orientale, fugge in Romania con la famiglia per sottrarsi alla minaccia nazista; deportato nel ghetto di Mogilev-Podolski, in Ucraina, vi rimane f ino all’intervento dei russi, nel 1944. Schivata una nuova deportazione in Siberia, aderisce al movimento sionista e sale su un treno per la Palestina. Anima errante, riparte per la Francia, dove comincia a scrivere; nel 1951 si imbarca per gli Stati Uniti. Dopo trentasette anni di odissea, rientra finalmente in Germania, e si stabilisce a Berlino, dove vive tuttora. Hilsenrath, l’apolide. Da cinquant’anni forse il narratore più irriverente della Germania. I suoi romanzi sbancavano in tutto il mondo, ma in Germania avevano paura di pubblicarlo. Avevano paura della sua amoralità, immoralità e antimoralità. “Se potessi” dichiara Hilsenrath in una recente intervista allo "Spiegel" “non scriverei così. Mi sento in colpa per essere sopravvissuto”. Il nazista & il barbiere uscì in Germania nel 1976; lo «Spiegel» prima, ma soprattutto lo "Zeit", con l’accorata ‘apologia’ di Heinrich Böll, fecero finalmente giustizia, accogliendo Edgar Hilsenrath tra i grandi scrittori tedeschi contemporanei, accanto a Günter Grass.

 

"La strada di Levi"  Davide Ferrario e Marco Belpoliti (Chiarelettere)

In occasione della Giornata della Memoria in programma il 27 gennaio, Chiarelettere pubblica pochi giorni prima, il 21 gennaio, il dvd+libro del documentario "La strada di Levi" del regista Davide Ferrario e del giornalista e scrittore Marco Belpoliti, che firma con Andrea Cortellessa il volume "Da una tregua all'altra".

chiarelettere perlasca

Il documentario dedicato a Primo Levi è un viaggio interminabile: quando nel 1945  l’autore di "Se questo è un uomo" lascia Auschwitz e torna a Torino passando tra le rovine postbelliche dell’Europa dell’Est.  Mesi di sofferenza raccontati nel libro "La tregua". Ferrario e Belpoliti hanno fatto lo stesso viaggio e lo hanno ricostruito nel film "La strada di Levi", per recuperare fra le nuove rovine del postcomunismo la memoria e la realtà di quello che siamo. Nel libro allegato, a cura di Marco Belpoliti e Andrea Cortellessa, le testimonianze dello stesso Levi e di Mario Rigoni Stern aiutano a mettere a fuoco i sentimenti, la storia e i problemi di questo e di quel viaggio sconvolgente.

la strada di levi chiarelettere

Dopo oltre sessant’anni dalla liberazione di Primo Levi da Auschwitz, una piccola troupe cinematografica ripercorre i luoghi del viaggio dell’autore di "Se questo è un uomo": Polonia, Ucraina, Bielorussia, Moldavia, Romania, Ungheria, Slovacchia, Austria, Germania e finalmente l’Italia. Vanno a vedere cosa c’è oggi in quei luoghi e raffrontano il testo di Levi con la realtà attuale. Ne scaturisce un road-movie che racconta l’Europa attuale, le sue contraddizioni tra passato excomunista, nuovi nazionalismi, emigrazione, antiche povertà, speranze di un continente alla ricerca della propria difficile identità.

CONTENUTI EXTRA DEL DVD: versione integrale dell’incontro con Andrzej Wajda; intervista a Davide Ferrario e Marco Belpoliti; promo, galleria fotografica.

IL REGISTA - Davide Ferrario è autore di film e documentari. Tra i primi ricordiamo: "Tutti giù per terra" (1997), "Dopo Mezzanotte" (2005) e "Tutta colpa di Giuda" (2009). Tra i documentari: "Lontano da Roma" (1991), sulla Lega Nord, "Materiale resistente" (1995, con Guido Chiesa) e "I - Tigi a Gibellina"  (2002, con Marco Paolini), sulla strage di Ustica.

IL LIBRO CHE ACCOMPAGNA IL DVD - Testimoniare era per Primo Levi un dovere morale per quanto doloroso. Un’esigenza che nel 1963 lo spinse a scrivere "La tregua", racconto del lungo viaggio che lo riportò a casa dopo l’esperienza tragica del Lager e nel 1982 lo spinse ad affrontare il ritorno ad Auschwitz. Nel libro che accompagna il viaggio cinematografico di Marco Belpoliti e Davide Ferrario sono raccolte le voci dello scrittore torinese e del suo amico e scrittore Mario Rigoni Stern. Affiancano le loro testimonianze, oltre ai contributi di Belpoliti e Cortellessa su Levi e la sua esperienza sfociata in narrazione, il racconto di Davide Ferrario a proposito del suo incontro con Rigoni Stern, e due scritti di Massimo Raffaeli e Lucia Sgueglia sulla poesia e il senso del viaggio in Levi.

IN ESCLUSIVA PER AFFARITALIANI.IT, IL REGISTA DAVIDE FERRARIO HA REALIZZATO UN NUOVO TRAILER DEL DOCUMENTARIO:

GLI AUTORI - Marco Belpoliti è saggista e scrittore. Tra i suoi libri più recenti: "La foto di Moro" (Nottetempo, 2008) e "Il corpo del capo" (Guanda, 2009). Collabora a “La Stampa” e “L’espresso”; insegna all’Università di Bergamo. Per Einaudi ha curato l’edizione delle OPERE (1997) di Primo Levi e "La prova" (2007), il diario di viaggio e delle riprese del film. Andrea Cortellessa insegna all’Università di Roma Tre. Tra i suoi ultimi libri: "La fisica del senso" (Fazi, 2006), "Libri segreti" (Le Lettere, 2008) e "Scuole segrete" (Aragno, 2009).
Per Le Lettere dirige la collana “fuoriformato”. Collabora a “La Stampa”, a “Tuttolibri” e a
diverse riviste.

L'INCONTRO DEL 27 GENNAIO A MILANO - In occasione del Giorno della Memoria, Davide Ferrario, Marco Belpoliti e Andrea Cortellessa presentano il dvd+libro "La strada di Levi" di Davide Ferrario e Marco Belpoliti, con un libro di Marco Belpoliti e Andrea Cortellessa (in uscita il 21 gennaio). Interverranno durante l'incontro Anna Bravo e Stefano Jesurum. Il cofanetto comprende il dvd "La strada di Levi", il viaggio cinematografico di Ferrario e Belpoliti sulle tracce di Primo Levi nel suo ritorno da Auschwitz, e il volume "Da una tregua all'altra", nel quale alle testimonianze di Levi e dell'amico Mario Rigoni Stern si affiancano i contributi di Belpoliti e Cortellessa sull'esperienza di vita, poi trasposta in narrazione, dello scrittore torinese. C/o teatro Franco Parenti, via Pier Lombardo 14 - ore 18.

 

"Le parole dei lager" di Leoncarlo Settimelli (Castelvecchi)

la parola dei lager castelvecchi

La realtà della Shoah non è racchiusa in una sola storia, ma in mille storie. Dalla A di "antisemitismo" alla Z di "Zyklon B" Le parole dei lager raccoglie i concetti-chiave di un linguaggio – quello del terrore – che, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, fu parlato a livello europeo. Per questo, nel libro di Leoncarlo Settimelli, accanto alle parole che i deportati hanno pronunciato nei giorni terribili della permanenza nei campi di concentramento, si fa largo una mappa ragionata del collaborazionismo, e viene tracciato – per la prima volta – un panorama completo del sostegno dato alla Shoah dai vari fascismi nazionali (dalle Croci frecciate ungheresi agli ustascia croati) e dalle tante aziende pronte ad approfittare del "lavoro-schiavo" di milioni di prigionieri.

 Il risultato è racchiuso in un lavoro assolutamente prezioso: uno strumento indispensabile per conoscere un passato che sarebbe criminale anche solo pensare di poter dimenticare. Perfetto per un pubblico giovane.

LEONCARLO SETTIMELLI - Giornalista professionista, musicologo e regista, ha pubblicato tra gli altri Canti anarchici (1972), Canti socialisti e comunisti (1973) per Samonà e Savelli; Canti rivoluzionari portoghesi (Newton Compton, 1977) tutti con Laura Falavoliti; Mister Volare. Il romanzo di Domenico Modugno (Pantheon, 1995 – con Giancarlo Governi), Dal profondo dell’inferno. Canti e musica al tempo dei lager (Marsilio, 2001- prefazione di Moni Ovadia) e il ’68 cantato e altre stagioni (Zona, 2008). Per la tv cura la serie Ritratti (Rai Tre, con Giancarlo Governi).

"Il farmacista di Auschwitz" (Garzanti) di Schlesak Dieter

'garzanti

 

«Lui è Adam. È stato “là”. Ha fatto parte del Sonderkommando, l’unità speciale dei crematori. È uno che, dentro, ha cose che noi non possiamo capire. Adam vive, esiste realmente. Io ho potuto guardarlo negli occhi, abbracciarlo, mangiare, passeggiare, discorrere con lui. Ho potuto vivere il suo silenzio. Il suo essere assorto. Il suo essere costantemente presente e assente nello stesso istante... Essere assente è come essere morto eppure ancora in vita... accanto a quella fossa... a quei giorni. A quei giorni?
Ma sono ancora qui: non passeranno mai più...»

«Victor Capesius era farmacista a Sighis¸oara, buon vicino di casa della famiglia Schlesak. Una fotografia del 1929 lo mostra sorridente in uno stabilimento balneare della cittadina, con alcuni conoscenti. Anni dopo, Capesius si trova ad Auschwitz, a inviare tanti di questi suoi vicini nella camera a gas, selezionandoli personalmente e dicendo loro di spogliarsi per andare a prendere un bagno. Dalla farmacia del Lager distribuisce le dosi dello Zyklon B, il gas letale. L’idillio di provincia diviene il più atroce e fetido mattatoio della storia, i commensali di liete tavolate domenicali nelle colline transilvane si dividono in assassini e assassinati, il familiare nido di provincia cova le uova di mostri. Capesius, condannato a nove anni di carcere, è poi vissuto e morto serenamente.
Il possente libro di Schlesak – in cui c’è un unico personaggio immaginario, il deportato Adam, che tuttavia riferisce fatti oggettivi e parole realmente dette da vittime e da boia e in cui il narratore è solo un impersonale protocollo di eventi, deposizioni e dichiarazioni raccolte – è un indimenticabile affresco del male, degno dell’Istruttoria di Peter Weiss e, nella sua secca sobrietà epica, altrettanto intenso.»
dalla Prefazione di Claudio Magris


"Dietro il vetro sottile.Storia di un ebreo omosessuale nella Germania nazista" (Einaudi) di Gad Beck

einaudi

La straordinaria testimonianza di un omosessuale ebreo nella Berlino del Terzo Reich. La vita quotidiana, la persecuzione, la salvezza. Nel 1933 Hitler mise al bando organizzazioni e pubblicazioni omosessuali. Heinrich Himmler, il capo delle SS, disse che gli omosessuali dovevano essere  completamente eliminati e dispose il progetto nazista della pulizia sessuale della razza ariana. In quegl’anni, il giovane Gad Beck viveva a Berlino,
e non solo era gay, ma anche di famiglia ebrea. Ha del miracoloso il fatto che, nonostante i grossi
pericoli corsi, Beck riuscí a salvarsi. E non solo: a Berlino organizzò un gruppo clandestino che agiva a sostegno degli ebrei; arrivò persino ad atteggiarsi a membro della Hitlerjugend per mettere in salvo un
suo amante (ma questi scelse di tornare a farsi deportare perché «non avrebbe potuto piú essere libero se avesse
abbandonato la sua famiglia in mano ai nazisti»). In queste memorie Gad Beck racconta, con inaspettata
leggerezza e una certa dose di umorismo, come sopravvisse da illegale nel cuore di una nazione che redigeva «liste rosa» e mandava gli ebrei nei campi di sterminio.

L'AUTORE - Gad Beck è nato nel 1923 a Berlino, ha fondata durante la Seconda guerra mondiale una
organizzazione sotterranea per il salvataggio di cittadini ebrei («Chug Chaluzi»). Ha diretto
per dieci anni nel centro ebraico di educazione degli adulti a Berlino, a stretto contatto con Heinz
Galinski. Gad Beck è uno degli omosessuali che raccontano la propria esperienza durante il nazismo
nel film Paragraph 175 di Rob Epstein e Jeffrey Friedman (USA 1999). La sua storia viene
raccontata anche nel film Die Freiheit des Erzählens. Das Leben des Gad Beck di Carsten Does
e Robin Cackett (Germania 2006).

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