La 'vergine' Silvia Valerio litiga con Chiambretti
Diventata famosa per aver dichiarato di voler avere una storia con il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, Silvia Valerio è stata ospite del Chiambretti night. La giovane (ha 18 anni) è autrice del libro "C'era una volta un presidente. Ius primae noctis. (Vallecchi editore)", un diario in cui racconta le sue avventure amorose e in cui confessa di essere ancora vergine.
![]() Silvia Valerio |
Durante la puntata Chiambretti non le ha risparmiato domande incalzanti, mettendo in dubbio la verginità della ragazza e discutendo la scelta del presidente iraniano come amante, e l'intervista è poi degenerata. Silvia Valerio ha abbandonato la trasmissione mostrando il dito medio al pubblico e al conduttore, che aveva appena strappato gli articoli che lei aveva portato in studio e stava per leggere.
La situazione è poi rientrata e l'autrice ha deciso di restare e di confrontarsi con gli altri ospiti, tra cui Jonathan, il vincitore della quinta edizione del "Grande Fratello" e di origine iraniana.
IL VIDEO DELLA "LITE" TRA CHIAMBRETTI E SILVIA VALERIO
IL LIBRO 
La copertina
C’era una volta… Un re! Diranno subito i miei piccoli (medio-piccoli, pardon) lettori. Anzi, no! Mi interromperanno. Perché lor signori sanno bene che al giorno d’oggi non si può fare iniziare così una storia. Al giorno d’oggi, proprio non va, proprio non si può. Nemmeno una storia d’amore. Nemmeno se la lei in questione ha diciotto anni ed è vergine. E allora? Embè? E allora, queste sono le pagine del diario intimo della signorina, potrete leggerne avventure e disavventure amorose….
L'AUTRICE
Scende portata dalla cicogna circa diciotto anni fa, e ama subito le storie di fate e le leggende greche. Inizia un quaderno di poesie infantili molto convinte e ci affianca un più intonato divertissement satirico. Lascia temporaneamente queste graziose occupazioni per dedicarsi alle cose più serie che le riserva la (d)istruzione primaria. Va al liceo classico, credendo di respirare l’aria di Atene, o per lo meno quella di Tebe. Ingenua. Adesso ha ripreso le occupazioni originarie e nel tempo libero pratica antropologia, cura il proprio hortus conclusus, e ha una collezione di disincanti.
da silviavalerio.it



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