Sfondare nella musica? Per un giovane è quasi impossibile
di Antonio Prudenzano
Sfondare oggi nella musica per un giovane è molto più difficile di 30/40 anni fa. I motivi sono vari: la concorrenza è decisamente aumentata (le nuove tecnologie permettono a chiunque di far circolare la propria musica in rete, registrata in modo decente e quasi-professionale, con spese limitate). Tantissima quantità quindi, a cui corrisponde una qualità mediamente accettabile. Il problema, però, è che pochissimi hanno una propria personalità, e che la maggior parte si limita a riprendere modelli e generi già esistenti. In più, l'industria discografica sta vivendo il momento più difficile della sua storia recente (non soltanto per colpa della crisi globale, e neppure di chi scarica gratis la musica da internet). Di soldi, quindi, ne girano sempre meno, e sempre meno ne gireranno. Eppure, diventare una star della musica resta un sogno per tantissimi.
![]() Il genio |
Per farcela, nel 2009, un esordiente (solista o gruppo) ha diverse possibilità, e nessuna di queste offre certezze. Al massimo speranze. Vediamo quali sono: prendiamo il caso-Giusy Ferreri, da cassiera di un supermercato della periferia milanese a nuova star dell'italica canzone, tutto in pochi mesi, e grazie al reality-talent show "X Factor" (oltre che alla sua voce, e all'aiuto di Tiziano Ferro). Discorso simile per Marco Carta. Lui viene da "Amici". Ma il meccanismo è simile. Ci si affida alla tv, che crea il "caso".
C'è poi un'altra possibilità. E qui la rete gioca un ruolo decisivo: non passa settimana che le riviste specializzate d'oltremanica parlino dell'ultima band del momento, formata quasi sempre da giovanissimi rockettari, capace di uscire dall'anonimato e di agguantare un buon contratto da una major grazie al passaparola online. In questi casi non è la tv a spingere, ma un "mostro buono" come MySpace. Restando all'Italia, abbiamo l'esempio del duo indie-pop salentino "Il Genio": la loro "Pop Porno" è stata la colonna sonora del 2008. Oppure, c'è quello del "nuovo Rino Gaetano", e cioè il 24enne Vasco Brondi, in arte "Le Luci della Centrale Elettrica", premio Tenco l'anno scorso (per entrambi internet è stato fondamentale per farsi notare). Ancora, abbiamo un'ulteriore possibilità: c'è chi punta (quasi) tutto sulla dimensione live. Qui c'è bisogno di più tempo, ma poi i risultati, se si vale, si vedono eccome. Pensiamo agli Afterhours, storico gruppo rock italiano in gara tra i big quest'anno a Sanremo su invito di Bonolis in persona. Dopo anni e anni di dischi lodatissimi dalla critica e di tour sempre più affollati, loro, conservando tutta la coerenza "alternativa" degli inizi, ora sono stati capaci di vendere 100.000 copie con l' album "I milanesi ammazzano il sabato" (in Italia certi numeri li raggiungono davvero in pochi). Col tempo, la band del carismatico leader Manuel Agnelli ha conquistato il grande pubblico (anche americano ed europeo, visti i numerosi tour all'estero). Naturalmente non esiste una legge matematica che porta al successo. Spesso, anzi quasi sempre, moltissimo dipende dal caso. Senza talento, però, la gloria e il sogno durano poco.



I charms danesi di Pandora
alla conquista dell'Italia...
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