Il Rototom Sunsplash 2010 si trasferisce in Spagna, a Benicà ssim
Negli ultimi anni, il Rototom Sunsplash è diventato un vero e proprio social forum europeo su tematiche quali la pace, l'ambiente, i diritti umani, lo sviluppo sostenibile nel dichiarato intento di costruire “un altro mondo possibile”. Il Festival, nato 16 anni fa in Friuli, era sorto inizialmente come punto di ritrovo per tutti gli appassionati di musica reggae in Italia. Nel decennio che ha trascorso nella scenografia naturale del Parco del Rivellino di Osoppo (Ud), la manifestazione ha preso forma giungendo ai 300.000 spettatori dell’edizione scorsa, provenienti da 120 paesi di etnia diversa.
Di fronte ad una crescente intolleranza della politica italiana verso qualsivoglia
modello di società multietnica e multirazziale, il Rototom ha ritenuto doveroso, per rispetto verso i suoi partecipanti, trasferirsi in un altro Paese - sempre in Europa- più accogliente, più aperto e più democratico.
La ricerca si è concentrata principalmente in Spagna, date le grandi affinità culturali tra i due Paesi, e si è fermata a Benicàssim poiché in questa località esiste già uno spazio dedicato ai grandi eventi, ed essa è conosciuta nel mondo per la presenza di un altro Festival internazionale, il Fib (Festival Internacional de Benicàssim), che si svolgerà quest’anno dal 15 al 18 luglio. La località marina è dotata di infrastrutture turistiche d’accoglienza e la gente è ospitale ed abituata a confrontarsi con spettatori di grandi eventi provenienti da tutto il mondo.
Ciò permetterà al Rototom Sunsplash di restare fedele a se stesso, non modificando l'impostazione del Festival e ponendosi anche ulteriori obiettivi, come dare impulso alla scena reggae spagnola creando una sorta di raduno spagnolo all’interno del più vasto raduno europeo. Avvicinare l'Europa ai Caraibi sarà in un certo senso più facile, grazie alla grande apertura e alla stretta connessione tra la Spagna e le Americhe.
Oltre al programma musicale, che vedrà l'esibizione dei più grandi artisti reggae del mondo (il cast è in avanzato stato di definizione), la formula rimarrà quindi la stessa di sempre. Si svolgeranno incontri e dibattiti, corsi di percussioni, danza, strumenti musicali etnici, cucina africana, ecc., ma anche esposizioni d'arte, mostre fotografiche, arte dal vivo, proiezione film e documentari. Saranno proposti anche spettacoli e laboratori teatrali, insieme ad attività olistiche (meditazioni, massaggi, terapie del benessere, ecc.) e ad attività autogestite dalle tantissime associazioni no profit presenti al Festival Rototom. Rimane la nostalgia di lasciare una cornice bucolica, come quella creatasi negli anni nel Parco del Rivellino di Osoppo, ma lo “spirito libero” del Festival è incontenibile.
Ivan Vadori



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