Roman Polanski non si arrende: lotterà contro la richiesta di estradizione

Mercoledì, 30 settembre 2009 - 18:55:00

Roman Polanski

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Roman Polanski è di "umore combattivo" ed ha avanzato istanza di scarcerazione dalla prigione di Zurigo. Il regista di origine polacca è deciso a lottare per evitare l'estradizione negli Stati Uniti, ha dichiarato il suo avvocato francese Hervé Temine. Intanto, il mondo del grande cinema si mobilita a fianco del regista. Woody Allen, David Lynch, Martin Scorsese, ma anche gli italiani Ettore Scola, Giuseppe Tornatore, Marco Bellocchio, Paolo Sorrentino, Michele Placido, e le attrici Monica Bellucci e Asia Argento hanno tutti firmato la petizione per il rilascio del regista franco-polacco, arrestato in Svizzera sabato scorso per il presunto stupro di una tredicenne a Hollywood, nel 1977. La lista sta aumentando ma contiene già 110 nomi. Woody Allen, Martin Scorsese, David Lynch hanno aggiunto la loro firma a quella di colleghi internazionali come Pedro Almodovar, Costa Gravas, i fratelli Dardenne o anche Jean-Jacques Anneau, insieme a tecnici, attori e personalità del cinema, tutti indignati per l'accaduto. Accusato di stupro su una 13enne per un rapporto sessuale avvenuto 32 anni fa, Roman Polanski è stato arrestato sabato scorso all'aeroporto di Zurigo, dove avrebbe dovuto ricevere un premio alla carriera al Festival Internazionale del Cinema.

Roman Polanski
Roman Polanski

I firmatari della petizione si dichiarano "costernati" e "stupefatti" per l'arresto del collega: è "inammissibile che una manifestazione culturale internazionale, che rende omaggio a uno dei più grandi cineasti contemporanei, possa essere trasformata in una trappola poliziesca". Questo arresto "in un Paese neutrale" schiude la porta "a deviazioni i cui effetti nessuno può prevenire". Tra i firmati, numerosi registi (Walter Salles, Alejandro Gonzalez Inarritu, Alfonso Cuaron, Wim Wenders, Julian Schnabel, Wong Kar Wai), produttori e attori (Jeanne Moreau, Fanny Ardant e Tilda Swinton). Polanski ha ricevuto anche l'appoggio del presidente del festival di Cannes, Gilles Jacob, del delegato generale del concorso, Thierry Fremaux, del direttore del festival di New York, Richard Pena. Alla petizione si sono uniti anche organizzazioni professionali come l'Accademia dei Cesar (gli Oscar francesi), il festival di Cannes, la Sacd e l'Api (l'Associazione dei Produttori Indipendenti). In Francia, una seconda petizione pubblica per chiedere la liberazione di Polanski è stata lanciata dallo scrittore Milan Kundera, il filosofo Bernard-Henri Levy e l'attrice Isabelle Adjani. Si è mobilitato subito anche il governo francese: il ministro della cultura, Frederic Mitterrand, ha definito "assolutamente orribile" perseguire "un cineasta di dimensione internazionale" e si è detto "stupito" per l'arresto di Polanski; mentre il capo della diplomazia francese, Barnard Kouchner, e il suo collega polacco hanno chiesto al segretario di stato Usa, Hillary Clinton, di liberare Polanski e mettere fine a una storia "un poco sinistra".

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