Il futuro del cabaret
di Gianfranco Caradonna
Sia bene chiaro a tutti, inventare qualcosa di nuovo nel cabaret è veramente veramente difficile, anche quello che ci sembra “nuovo” in realtà è spesso troppo spesso il rifacimento di qualcosa che è già stato fatto. Del resto non essendo l’arte di far ridere una scienza nuovo o vecchio che sia l’importante è che faccia ridere. La capacità di un cabarettista in fondo deve essere quella di proporre qualcosa possibilmente di originale ma soprattutto di divertente. Il problema è che c’è solo un modo per sapere se una battuta fa ridere, se una situazione che presenti diverte, se un’espressione che fai è ilare , ovvero provarla davanti al pubblico.
Certo esercitarsi nel dirla aiuta ad essere più sicuri e preparati sul palco, ma solo il pubblico può giudicare se fa ridere. Questo è il bello ed il brutto del cabaret, che non hai certezze finche non ti metti alla prova. Altra regola fondamentale che mi hanno insegnato è che non sempre, anzi raramente, quello che fa ridere i tuoi amici fa ridere anche un pubblico di estranei, perché non c’è lo stesso vissuto ( mazzado che parolone) non c’è lo stesso coinvolgimento. Non c’è altro metodo che provare davanti ad un pubblico, possibilmente non pagante, sperando che quel che dici faccia ridere.
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Quando vai in una serata, davanti ad un pubblico pagante, devi essere certo di quello che offri, non puoi metterti a rischiare a provar qualcosa di nuovo, perché il pubblico merita il meglio di quello che puoi offrire. E allora io oggi vi voglio offrire, insieme al filmato preso da www.youcabaret.it questa volta il comico si chiama Francesco Spera ed il pezzo “Fidanzamento al sud”, una fiaba dei tempi nostri che oltre a farvi tornare bambini magari vi strapperà , ma piano piano per non farvi male, anche qualche sorriso.
Buona visione e buona lettura:
C’era una volta tanto ma tanto ma tanto tempo fa una coppia, lei si chiamava Eva e lui Diabolik. Vivevano felici nel loro rifugio terreste finchè un giorno un nobile mercante di gioielli inglesi, tale Ser Pente, avvicinò Eva per convincerla a impadronirsi del più grande diamante del mondo, la Mela del paradiso, un gioiello estremamente prezioso e di valore, pensate che costava l’ira di dio.
Eva affascinata dal gioiello si lasciò subito convincere e così andò da Diabolik per convincere anche lui. Diabolik però era restio a tale impresa allora Eva gli disse che se non avesse preso la mela si doveva dimenticare anche le pere e la patata. Essendo Diabolik un vegetariano convinto e temendo di restare solo con la carota in mano, accettò. Per prima cosa, disse lui ci vuole un piano, possibilmente a coda, così in caso di necessità possiamo suonare la ritirata. Diabolik sapeva che sarebbe stata meglio la tromba ma non era il caso di pensare a certe cose in quel momento.
Diabolik pensò poi che per riuscire a entrare nel paradiso terrestre dove era custodito il gioiello avrebbe dovuto mettersi la maschera del padrone di casa, ovvero Dio, per cui iniziò subito a realizzarla, mentre per Eva fece quella della Madonna. Una volta pronte si recarono al paradiso terrestre ma furono subito fermati dalle guardie. Non non li avevano riconosciuti, anzi, il fatto è che lui volendo mettersi la maschera di Dio si era messo quella di Berlusconi e alle guardie non pareva vero di averlo beccato in compagnia della cantante Madonna.



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