Cinema/ Richard Gere compie 60 anni
Lunedì, 31 agosto 2009 - 10:55:00
Un ex american gigolo', ex ufficiale gentiluomo e affascinante principe azzurro varca la soglia dei sessant'anni. Richard Gere, attore che negli anni '80 ha rappresentato il sogno di tutte le donne del mondo, il sex symbol per eccellenza, il 31 agosto spegne 60 candeline. E, come era accaduto ad altri bellissimi della celluloide, anche Gere e' considerato ancora oggi uno degli uomini piu' affascinanti del cinema.
Eppure la sua avventura nel mondo della celluloide, segnata in maniera indelebile da tre pellicole interpretate nell'arco di un decennio - "American Gigolo'" del 1980 di Paul Schrader, "Ufficiale e gentiluomo" del 1982 di Taylor Hackford e "Pretty woman" del 1990 di Garry Marshall - inizia quasi per caso. Nato il 31 agosto 1949 a Philadelphia, secondo di cinque figli: suo padre Homer era un assicuratore e sua madre, Doris Anna Tiffany, una casalinga. Richard Tiffany Gere - ha assunto anche il cognome della madre - e' uno studente brillante con un gran talento per la musica: suona pianoforte, chitarra, basso e tromba. Diplomatosi al North Syracuse Central High School nel 1967, scopre il teatro ed recita nel ruolo di Danny Zuko in "Grease".
Dal palcoscenico al set il passo e' breve e nel 1973 esordisce in "Rapporto al capo della polizia" di Milton Katselas. Malgrado abbia fisico e volto perfetti per il cinema, a Gere servono altri sette anni prima di raggiungere il successo. Il trionfo di "American gigolo'" e' datato 1980: Paul Schrader dirige il 31enne Richard in maniera impeccabile, sfruttando la sua naturale eleganza e la sua prestanza fisica non comune negli attori di quel periodo. Il successo lo proietta verso un altro film cult, "Ufficiale e gentiluomo". Dopo altri film di successo, nel 1990 arriva "Pretty woman". Successo planetario: cinquecento milioni di dollari d'incasso in tutto il mondo. Ormai Gere e' uno dei 'padroni' di Hollywood e non si fermera' piu', anche se non rivivra' il successo dei tre film del decennio '80-'90. Fara' altri 23 film (finora ne ha interpretati 44) con un buon numero di successi di botteghino.
Eppure la sua avventura nel mondo della celluloide, segnata in maniera indelebile da tre pellicole interpretate nell'arco di un decennio - "American Gigolo'" del 1980 di Paul Schrader, "Ufficiale e gentiluomo" del 1982 di Taylor Hackford e "Pretty woman" del 1990 di Garry Marshall - inizia quasi per caso. Nato il 31 agosto 1949 a Philadelphia, secondo di cinque figli: suo padre Homer era un assicuratore e sua madre, Doris Anna Tiffany, una casalinga. Richard Tiffany Gere - ha assunto anche il cognome della madre - e' uno studente brillante con un gran talento per la musica: suona pianoforte, chitarra, basso e tromba. Diplomatosi al North Syracuse Central High School nel 1967, scopre il teatro ed recita nel ruolo di Danny Zuko in "Grease".
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Dal palcoscenico al set il passo e' breve e nel 1973 esordisce in "Rapporto al capo della polizia" di Milton Katselas. Malgrado abbia fisico e volto perfetti per il cinema, a Gere servono altri sette anni prima di raggiungere il successo. Il trionfo di "American gigolo'" e' datato 1980: Paul Schrader dirige il 31enne Richard in maniera impeccabile, sfruttando la sua naturale eleganza e la sua prestanza fisica non comune negli attori di quel periodo. Il successo lo proietta verso un altro film cult, "Ufficiale e gentiluomo". Dopo altri film di successo, nel 1990 arriva "Pretty woman". Successo planetario: cinquecento milioni di dollari d'incasso in tutto il mondo. Ormai Gere e' uno dei 'padroni' di Hollywood e non si fermera' piu', anche se non rivivra' il successo dei tre film del decennio '80-'90. Fara' altri 23 film (finora ne ha interpretati 44) con un buon numero di successi di botteghino.



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