Renzo Martinelli: "Giro un film sull'alluvione che ha distrutto Firenze"

Venerdì, 3 luglio 2009 - 15:00:00

di Giovanni Bogani

Il 4 novembre 1966 non ha bisogno di commenti, per i fiorentini. E' la data dell'apocalisse. Il giorno in cui l'Arno diventò fango, nafta, alberi, auto, carcasse di animali. E tutto questo, nelle strade della città. Il giorno in cui, sotto la pioggia battente, si scoprì che gran parte dei libri della Biblioteca Nazionale erano finiti sott'acqua, che il Cristo di Cimabue era stato distrutto, forse per sempre. E soprattutto, che delle vite umane erano state strappate via dalla furia della corrente, di questa furia grigia, nera, sporca. L'alluvione non è stato un evento qualunque, nella storia di Firenze. Ha diviso il tempo tra un "prima" e un "dopo". Eppure, stranamente, non ci sono stati molti film a indagare questa tragedia. Franco Zeffirelli, in presa diretta sul dolore, lo fece, con un memorabile commento di Richard Burton. Poi, soltanto una scena di "Amici miei", nel secondo film della serie. E quella bellissima sequenza de "La meglio gioventù", il film di Marco Tullio Giordana, in cui si vedono gli angeli del fango. Quei ragazzi che, venuti da tutta Italia e anche dall'estero, senza farsi troppe domande, cominciarono ad aiutare, a strappare al fango e alle rovine frammenti di umanità.

Adesso, un grande progetto cinematografico sull'alluvione sta per prendere il via. Sarà un film costoso, dal cast internazionale di primissimo livello. Il regista, Renzo Martinelli, è un uomo coraggioso. Uno che ha raccontato la tragedia del Vajont, e i retroscena del rapimento di Moro in "Piazza delle Cinque lune". Uno che mette insieme il cinema spettacolare e l'emozione, il sentimento. Il suo film sull'alluvione, Martinelli lo girerà in gran parte a Firenze, questo inverno. Poi ricostruirà in studio piazza della Signoria, piazza Santa Croce, piazza del Duomo invase dall'acqua nera e dalla violenza dell'alluvione.

Renzo Martinelli Media
Renzo Martinelli

Martinelli, come si intitolerà il suo film?
"Il film si chiamerà 'Angeli del fango'. Sottotitolo: 'La meglio gioventù nella Firenze dell'alluvione'. Ci saranno attori di classe poderosa, a interpretarlo. Da F. Murray Abraham, vincitore dell'Oscar, ad Angela Molina. Da Paul Sorvino ad Adriano Giannini. E per il protagonista sono in trattative con uno tra Nicolas Cage o Vincent Cassel".

Sarà un film costoso.
"Sì, sarà un film costoso. E non potrebbe essere altrimenti. Lo produrrò con la mia società insieme a Medusa, a sponsor privati e con l'aiuto delle film commission locali. Sarà un film che vedranno in tutto il mondo. Racconterò la storia degli angeli del fango: persone che non avevano studiato da eroi, ma che si trovarono ad essere eroi. Studenti, capelloni, o anche detenuti del carcere, che rivelarono squarci di umanità inaspettata".


L'alluvione di Firenze
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Girerà a Firenze oppure ricostruirà tutto in Romania, come per "Barbarossa"?
"Sono previsti quasi due mesi di riprese a Firenze. Gireremo a Firenze tutte le scene di inondazione delle strade. E anche il set ricostruito sarà in Italia: non potremmo avere un sapore di Rinascimento in Romania. Abbiamo troppo negli occhi gli scorci rinascimentali, non potrebbe funzionare un paesino rumeno".

Come ha lavorato per la documentazione storica?
"La Film Commission toscana ci ha dato un grande aiuto, mettendoci a disposizione molti filmati dell'epoca. Quelli girati dai fiorentini, nei giorni della tragedia".

La tragedia della città fu vissuta, in quei giorni, anche nelle redazioni dei giornali. Ci saranno dei giornalisti, tra i personaggi del suo film?
"Sì. E alcune scene le gireremo nella sede della 'Nazione', il quotidiano di Firenze e della Toscana. Abbiamo creato, in sceneggiatura,  il personaggio di una giornalista della 'Nazione', che non sarà affatto secondario. E naturalmente racconteremo anche l'episodio che vide protagonista Marcello Giannini, giornalista Rai di Firenze. Durante il suo collegamento alla radio, non venne creduto sulla gravità della tragedia. E allora mise il microfono fuori dalla finestra della redazione, dicendo: 'A Roma sentite questo rumore? Bene: quello che state sentendo non è un fiume, ma è via Cerretani, è il centro storico di Firenze invaso dall'acqua'. La storia dell'alluvione è piena di microstorie come questa".

E già parla di scene di enorme impatto spettacolare: i manichini delle sartorie allagate, che navigano nella marea che attraversa le strade, offrendo l'impressione di una sfilata di cadaveri. E le morti vere: quella del tecnico dell'acquedotto, travolto mentre era al telefono per segnalare lo stato di calamità. Non sarà un documentario, però. Sarà in tutto e per tutto un film di fiction… Ho capito bene?
"Certo. Sarà una storia spettacolare. E tra i protagonisti, abbiamo immaginato un detenuto che decide di evadere proprio in quel maledetto 4 novembre. Il direttore del carcere sarà interpretato da Murray Abraham, con cui ho già girato quattro film. E il detenuto sarà il nostro protagonista. Che dev'essere un attore di grande carisma internazionale".

Quando inizierete a girare?
"A fine anno. Metterò in luce l'orgoglio dei fiorentini, le straordinarie energie di solidarietà internazionale che si misero in moto. E la vicenda delle opere d'arte: come le formelle della Porta del Battistero di Ghiberti, strappate via dalla forza delle acque e miracolosamente trattenute, dalle grate di accesso, un attimo prima di perdersi per sempre. Sarà un film importante per tutto il mondo, perché conosca la passione e la sofferenza di una città". 
 

 


 

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