Nostalgia, che tutto avvolge

Giovedì, 27 novembre 2008 - 12:45:00

di Mariano Sabatini

Nostalgia/ nostalgia canagliaaaa,/ che ti prendeeee /proprio quando non vuoiiiii… Cantavano da par loro, in accoppiata, i poeti Al Bano e Romina, ai tempi del loro sodalizio artistico-sentimentale. E oggi c’è chi rimpiange quegli anni in cui le Lecciso erano ancora in mente dei e il matrimonio dei suddetti aedi sembrava indissolubile. Ma il rimpianto non si ferma lì. Mai come in questo periodo la rievocazione/rivisitazione, intrisa di nostalgia canaglia, ossequiente e un po’ interessata (visto il successo di questo genere di operazioni) tiene banco. Ah, i bei tempi andati! Come si stava meglio quando si stava peggio e via luogocomuneggiando…

Tale inclinazione passatista riguarda un po’ tutti i settori. Di solito è la comunicazione pubblicitaria che segna le tendenze e anzi le spinge avanti. In questo caso, indietro. Tanto è vero che i creativi hanno addirittura richiamato in servizio un testimonial d’antan come Paolo Ferrari, grande attore teatrale, destreggiatosi per una vita tra fustini di detersivo per lavatrice e bizzose signore poco disponibili a cambiare abitudini. Dopo un succoso brain storming, hanno deciso di spegnere il colore sulla bella faccia di George Clooney, lo hanno pettinato e imbrillantinato come l’indimenticabile Cary Grant e sparato nel commercial di un famoso vino da aperitivo in un’atmosfera da vecchio film b/n anni Cinquanta. Fascino assicurato e resa economica garantita, non solo per l’apporto del popolare divo di Hollywood me per il sapiente titillamento del ricordo.

Tornando alla musica, è significativo che un gruppo di straordinaria modernità espressiva come i Negramaro abbiano deciso di riproporre la cover di un loro antico conterraneo: “Meraviglioso” dell’immortale Domenico Modugno. Rapido tam tam radiofonico e di nuovo tormentone sulle labbra di ragazzi che Modugno lo conoscevano, nella migliore delle ipotesi, solo per averlo sentito nominare da nonni e genitori. Tempo fa, un altro gruppo aveva chiesto alla veterana Carla Boni di rifare, anche in un video in chiave ironica, quel “Mambo italiano” che era stato cavallo di battaglia della storica rivale di Nilla Pizzi decenni prima. E che dire di Giusy Ferreri? Vincitrice di “X Factor” per aver interpretato, lei non ancora trentenne, in modo originale successi dei Sessanta e Settanta. Fuori dallo show è arrivata a vendere parecchie decine di migliaia di copie occupando le radio con le riproposizioni di “Non ti scordar di me” e la superba “Remedios” di Gabriella Ferri (già sdoganata tra l’altro dal regista Ferzan Ozpetek in “Saturno contro”). Giuliano Palma e The Bluebeaters sformano remake musicali uno dietro l’altro: “Tutta mia la città”, “Testarda io”, “Messico e nuvole”, “Come le viole”… per cui sarà pur vero, parafrasando un’altra sua hit, che “Se ne dicon di parole”, meglio però se d’epoca. Il pop italiano soffre della sindrome pianobar, ma è evidente che la moda ripaga chi guarda al passato, neanche troppo rielaborato.

Infine la tivù, che tutto domina e guida: soprattutto in Rai (forse per via di quella miniera che sono le sue teche) è piena di format come “I migliori anni” o “Tutti pazzi per la tele”. Nel primo Carlo Conti richiama in scena in prime time gente come Silvana Pampanini, Peppino di Capri, Liza Minnelli, Miranda Martino… Mentre Antonella Clerici festeggia come parenti che arrivano oltreoceano nel suo show sulla vecchia televisione Patrick Duffy e Linda Gray, protagonisti di “Dallas”, in onda per la prima volta ben trent’anni fa. Esempi di nostalgico sguardo a ieri e all’altro ieri si possono fare anche per il teatro e il cinema.

Un fenomeno che sociologi e semiologi dovrebbero studiare. Sarà che, per tutti, il passato non è una terra straniera. Ed è molto più confortevole lasciarsi accarezzare la memoria, impegnandosi a conservare, rispolverare, riadattare. In tempi di crisi, il vintage vince non solo per i generi di prima necessità.

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