Nicole Kidman/ 'La mia patria resta l'Australia, selvaggia e passionale'
di Oriana Merini
"Se Obama fosse nato in Australia negli anni '40, in quanto meticcio, sarebbe, probabilmente stato BELLISSIME A 50 ANNI. NON E' UTOPIA. I CONSIGLI DI AFFARI Belli e sani con un bicchiere d'acqua al giorno... Ottimismo e niente fumo: il segreto della bellezza
sottratto alla sua famiglia e non avrebbe avuto la possibilità di diventare il presidente degli Stati Uniti." Nicole Kidman - giunta a Roma per presentare "Australia", la sua ultima fatica cinematografica, conferma l'affermazione del regista Baz Luhrmann che, nel suo colossal epico e romantico, ha voluto raccontare anche il dramma della "generazione rubata". Ovvero la storia dei tanti bambini semi-aborigeni che venivano "salvati" strappandoli alle loro famiglie e inviati nelle missioni religiose.
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La Kidman, che rappresenta uno dei sexy symbol del XXI secolo (guadagna 4 milioni di dollari per la pubblicità di Chanel n 5), si è presentata a Roma biondissima con un vestito aderente nero dal decolté molto generoso. Contegno algido e aristocratico come quello di Lady Sarah Ashley, la protagonista del film che, come lei nella vita reale, si addolcisce e si realizza nel desiderio di maternità verso un ragazzo aborigeno rimasto orfano. L'attrice australiana classe 67 - già madre di due figli adottivi (Connor e Isabella) con Tom Cruise, che, nel luglio 2007, ha avuto una figlia naturale (Sunday Rose) da Keith Urban - ammette il suo forte sentimento materno: "I bambini ti spingono a interrogarti sul perché siamo in questo mondo. Questa è la loro magia: riescono a guardarti nell'anima e a insegnarti cose su te stessa. Sul set mi sono innamorata perdutamente di Brandon (il bambino che interpreta Nullah) che mi ha insegnato molto della sua cultura."
Conosceva la storia delle "generazioni rubate"?
"No, devo ammettere la mia ignoranza in merito. è stata una scoperta molto importante. Ho imparto più cose sul mio paese durante questo film che non nei trent'anni in cui vi ho vissuto! Prima sapevo poco o nulla sulla cultura aborigena e sugli effetti della seconda guerra sull'Australia; sul fatto che i territori del nord fossero stati bombardati e sugli effetti economici negativi che la guerra ha comportato per il mio paese. Questo film ha rappresentato per me una bellissima e divertente lezione di storia."
Da aristocratica ad allevatrice, è stata dura la trasformazione sul set?
"Assolutamente no! Quello che mi è piaciuto di più è stato trasformarmi in maschiaccio, buttare alle erbe i vestiti aderenti che avevo appena sbarcata dall'Inghilterra e vestire i pantaloni per poter cavalcare e guidare le mandrie di bovini nella prateria."
Nel film cammina in modo particolare…
"Quando costruisco il personaggio mi piace ponderare e studiare tutti gli aspetti, soprattutto quelli fisici. Non solo la mia andatura, il mio modo di camminare, ma anche il modo di andare a cavallo subisce, durante il film, una netta trasformazione. All'inizio ero molto controllata e disciplinata da vera inglese e poi divento selvaggia e aperta per poter cavalcare all'aria aperta come una vera mandriana. Il cinema si esprime attraverso l'aspetto visivo e io amo recitare anche per potermi trasformare sulla scena, soprattutto quando sono seguita da un regista bravissimo come Baz."
(SEGUE - LE SCENE DI SESSO CON HUGH JACKMAN E IL SUO SEGRETO DI BELLEZZA)



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