Musica, i talent show hanno 'ucciso' le star del passato
Di Giuseppe Morello
È una mutazione profonda quella del consumo di musica in Italia, e non solo per effetto di internet, del peer to peer e dell’i-pod, come altrove. Per capirlo basta scorrere la classifica dei dischi più venduti. La prima cosa che si nota è che c’è un solo nome straniero (Madonna), segno che chi compra dischi in negozio ascolta prevalentemente musica italiana, mentre è ragionevole pensare che il pubblico che usa YouTube, i programmi per scaricare fino ad iTunes, ascolti di più gli stranieri. Insomma, due generi di pubblico molto diversi.
Poi c’è da notare che tra gli italiani in classifica, la gran parte arriva dai talent show come Amici e X-Factor (Noemi, Loredana, Mengoni, Scanu, Emma e Amoroso), che svolgono in forme nuove la funzione di lancio che aveva Sanremo e manifestazioni analoghe negli anni ’60-‘70, un modo semplice e diretto per presentarsi al grande pubblico.
Ma su tutto, quello che si nota dalla classifica, che annovera anche Nina Zilli e Malika Ayane, è la giovane età dei cantanti che vanno per la maggiore. A parte Madonna e i Baustelle, tutti gli altri sono meno che trentenni, italiani e in larga parte figli della televisione; nemmeno uno dei grandi nomi affermati e un pochino più maturi. Gente come la Pausini, Giorgia, Ramazzotti sembra scomparsa. Magari spopolano all’estero, magari riempiono stadi e palazzetti, di sicuro sono dei long-seller (medie di vendita più basse ma prolungate negli anni), ma faticano ad entrare in classifica o perché fuori dai giri televisivi o per ragioni anagrafiche. È cambiata la musica italiana, forse perché semplicemente sono cambiati gli italiani. Come già in passato, per capirlo non ci vogliono i sociologi, basta guardare la top ten.



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