Musica, cambio di line up per "Il teatro degli orrori"
Cambio di line up per "Il Teatro degli orrori", una delle band più apprezzate del rock italiano. Giulio Favero lascia il palco per dedicarsi ad altri progetti e all'attività di produttore, che prevede tra l'altro la scrittura di un nuovo album de Il Teatro degli Orrori pensato per i teatri, sulla scia del suggestivo show del Mei. Al posto di Giulio, accanto a Pier Paolo, Franz e Gionata arrivano Nicola Manzan e Tommaso Mantelli. Nicola ha già suonato con la band come guest nel disco, è polistrumentista e responsabile del progetto "Bologna violenta".Tommy ha pubblicato un album con Captain Mantell (Rest in space) ma entra in seduta stabile come bassista del gruppo.A Milano, giovedì 14 gennaio, all'Alcatraz, la prima data con la nuova line up Stay tuned.
IL CONCERTO - Giovedì 14 gennaio all'Alcatraz di Milano in programma la "Rock Tv Night", con Velvet, Pino Scotto e Linea 77. L'inizio è previsto alle 20, con ingresso gratuito.
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IL NUOVO DISCO DEI TEATRO DEGLI ORRORI - Il Teatro degli Orrori, fin dal primo disco, hanno dimostrato di far musica per chi ha voglia di riflettere. Rock applicato alla canzone d'autore. Era ora. E' poesia lucida. Passione sociale. Rock a grande voltaggio. "A sangue freddo". Non e' solo il secondo disco di una delle band meglio accolte da critica e pubblico negli anni zero. A Sangue Freddo e' un disco denso come la pece. Denso di contenuti e "politico" come non mai, perché Il Teatro degli Orrori mette in scena la tragedia di Ken Saro Wiwa, così come lo sgomento di un paese, il nostro, alla deriva. La violenza poliziesca, il populismo straccione, l'egotismo analfabeta dell'Italia contemporanea (Il Terzo Mondo, Alt, Mai Dire Mai) Denso di emozioni e di un intimismo che indaga la vita delle persone, guardando a miserie e ipocrisie quotidiane con crudele iperrealismo (E' Colpa Mia). Denso di cultura. Perchè Pierpaolo (cantante, front man devastante dal vivo) innesta nel furore sonico della band le sue passioni letterarie e poi spara parole come pallottole: riscrive il Padre Nostro (Padre Nostro), canta Majakovskij, cita De Gregori, De André, Pino Daniele come se niente fosse: come se nulla fosse cambiato. E così i testi diventano l'anello non più mancante che congiunge anni di cultura del cantautorato con il rock più intransigente e vero del belpaese.
"A sangue freddo"
A Sangue Freddo è un disco come non se ne sentono da tanto tempo: non "militante" ma "politico" fino in fondo, attento alle contraddizioni sociali dell'Italia d'oggi. Il populismo, la deriva autoritaria, l'edonismo individualistico, lo smarrimento giovanile, le solitudini di chi non si riconosce nella comunità, le ingiustizie palesi e quelle nascoste nella privatezza delle persone, vengono evocate a volte con crudezza, con dolcezza e malinconia in altre. A Sangue Freddo è stato registrato e mixato alle Officine Meccaniche di Mauro Pagani, una scelta questa di grande importanza: il risultato è un disco di grande spessore sonico, non low fi e underground, ma più classicamente rock. Giulio (bassista e deus ex machina del "carrarmato rock" de Il Teatro), mette a fuoco il "surround sonico" del gruppo, facendolo suonare meno noise, più rock, in definitiva più accessibile. Ma non è tutto. Con A Sangue Freddo la trama si infittisce. Ci sono infatti innesti sonori inusuali e molte collaborazioni per il carrarmato rock del gruppo. Il Teatro degli Orrori ha dedicato circa un anno alla stesura di queste canzoni, ed un mese intero di registrazioni presso le Officine Meccaniche. La masterizzazione è stata curata da Giulio Ragno Favero e Giovanni Versari presso gli studi Nautilus di Milano. Per l'innovazione del sound, la ricerca di soluzioni nuove e diverse, per la furia dei suoi episodi più rock, per il contenuto lirico delle canzoni, siamo convinti che "A Sangue Freddo" riserverà inedite sorprese a chi già conosce la band. Ascoltare per credere.



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