Arriva in Italia Antony, il re del pop d'autore
di Antonio Prudenzano
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Il suo ultimo disco, "The Crying Light", ha fatto innamorare i critici e non solo: solo sul suo spazio MySpace sono già circa un milione e mezzo i contatti finora. Lui è la nuova stella del pop d'autore (e da classifica) internazionale: Antony and the Johnsons, che dal 28 marzo prossimo sbarcherà con il suo attesissimo tour anche in Italia (il 28 ad Ancona, il 29 a Roma, il 31 a Prato e l'1 aprile a Milano). Nato in Inghilterra nel 1971, Antony a sei anni si trasferì ad Amsterdam, per poi, quattro anni più tardi, andare a vivere in California e successivamente a Manhattan (qui Antony sarà protagonista della scena drag e punk newyorkese). Gay dichiarato, ispirato musicalmente (e non solo) dalla pop-star omosessuale Boy George, con la sua band ha pubblicato il primo disco, omonimo, nel 2000. Nel 2005 è uscito "I am a Bird now", e nel gennaio scorso l'ultimo splendido album, quello della consacrazione.
![]() Antony |
In questi primi anni di carriera Antony, accompagnato dal suo gruppo, ha collaborato con grandi nomi della musica, su tutti Lou Reed e Bjork. La sua voce baritonale e inconfondibile, nonostante appaia "difficile" a un ascolto frettoloso, è riuscita ad avvicinare a una musica colta (e che deve molto al sinfonismo) a un pubblico più vasto. Quasi un miracolo. La sua è la perfetta colonna sonora per quest'inizio di terzo millennio quasi impossibile da definire. Laurie Anderson, moglie di Lou Reed, tra le più influenti artiste americane, così lo ha definito: "Scoprire Antony è come ascoltare Elvis la prima volta. Sarà la cosa più squisita che ascolterete nella vostra vita". In effetti, il personaggio Antony e la sua musica evidenziano una disarmante onestà messa in note. Il suo ultimo disco, esempio perfetto di come il pop possa essere allo stesso tempo raffinato e "leggero" (non in senso negativo, ma in quello che a questo aggettivo ha dato Italo Calvino, riferendosi però alla letteratura, nelle sue "Lezioni americane").
Ma non c'è solo Antony. Solo per fare un altro nome capace di abbinare complessità e facilità d'ascolto, c'è il caso di Fredo Viola. Anche il suo pop è immediato ma allo stesso tempo stratificato come quello del più famoso Antony and the Jonhsons, e come l'artista inglese anche lui si sta, senza probabilmente averlo mai sperato, aprendo a un audience ben più vasta di quella underground a cui era abituato. Il tutto senza "vendersi", ma rimanendo se stesso.
![]() Fredo Viola |
Fredo, che ha passato l'infanzia tra Londra, Roma e New York, nelle sue intensissime canzoni ibrida elettronica, musica classica (Bach…), surf rock e tante altre influenze. Quelle che riesce a creare sono atmosfere assolutamente magiche, oniriche, perfette per la colonna sonora ci certi film, come pure per le vite di tutti noi.



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