Monicelli, un suicidio annunciato. Una scelta da rispettare

Mercoledì, 1 dicembre 2010 - 11:00:00

monicelli
Monicelli

In fondo si sapeva che sarebbe potuta finire così. Non si immaginava un gesto tanto plateale, certo. Ma la parola suicidio non è stata mai un tabù per un maestro (non solo di cinema) come Mario Monicelli, uno che non avrebbe mai accettato per sè una condizione di "non-vita", una (non) esistenza "da vegetale". Genio concreto e ribelle, spesso politicamente scorretto, mai banale, laico senza se e senza ma, dall'indimenticabile sguardo caustico, il regista aveva fatto i conti col trauma del suicidio del padre antifascista, morto nel '46 (tempo fa, a proposito, aveva dichiarato: "Ho capito il suo gesto. La vita non è sempre degna di essere vissuta"). Ormai abituato a commentare a caldo le morti dei suoi amici di una vita, questa volta è toccato ad altri ricordarlo. Con un po' troppo retorica, in alcuni casi. E chissà con quale delle sue battute avrebbe liquidato il proprio suicidio. Gesto, in ogni caso, da capire e rispettare.

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VERDONE - Carlo Verdone ha commentato: "E' una notizia che mi intristisce molto"

PLACIDO - "Bisogna rispettare questa sua decisione".

LA POLVERINI - "La tragica morte di Mario Monicelli ci
lascia sgomenti e ci addolora profondamente".  Lo dichiara il presidente della Regione Lazio,Renata Polverini. "Monicelli lascia un grande vuoto- aggiunge - perdiamo uno straordinario regista, autore di indimenticabili film della commedia all'italiana. Il suo suicidio ci lascia tutti attoniti, alla sua famiglia va il profondo cordoglio mio e
della Regione Lazio".

VELTRONI - - "E' una notizia terribile. Monicelli se
ne va e ci lascia in modo cosi' doloroso"
 

Mario Monicelli
Mario Monicelli
Come il padre antifascista, morto suicida nel '46, si toglie la vita a 95 anni uno dei padri della commedia all'italiana, il maestro Mario Monicelli.

Il regista lascia in eredità una serie di pellicole indimenticabili, da "La grande guerra" ad "Amici miei".

LA CRONACA DEL SUICIDIO - Prima il giro per la terapia poi, una volta rimasto da solo nella stanza doppia occupata da lui soltanto, Mario Monicelli ha raggiunto la finestra e si e' gettato nel vuoto. Questa a quanto si apprende, la dinamica del suicidio del grande cineasta romano, ricoverato da ieri all'ospedale San Giovanni di Roma per un tumore alla prostata. La tragedia si e' consumata nella palazzina principale del San Giovanni e il corpo del regista e' stato rinvenuto dagli operatori del nosocomio, a pochi metri dall'ingresso del pronto soccorso. Stando ad alcune testimonianze, il regista aveva mostrato stanchezza e insofferenza per la malattia che lo aveva colpito a 95 anni. In questi minuti i familiari di Mario Monicelli sono nella stanza che occupava all'interno del reparto di urologia per recuperare gli effetti personali. Nella stanza sono arrivati, a portare la loro solidarieta' anche la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini e il questore di Roma, Francesco Tagliente. La polizia scientifica sta effettuando tutti i rilievi necessari e l'area in cui e' stato rinvenuto il corpo e' off limits per chiunque.

La biografia

Nato a Viareggio il 16 maggio 1915, Mario Monicelli, regista e sceneggiatore, e' stato uno dei principali esponenti della commedia all'italiana insieme a Dino Risi e Luigi Comencini. Muove i suoi primi passi nel mondo del cinema assieme a Alberto Mondadori, con cui dirige nel 1934 il cortometraggio 'Cuore rivelatore', a cui fa seguito, sempre nello stesso anno, un mediometraggio muto, I ragazzi della via Paal, presentato e premiato alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Sotto lo pseudonimo di Michele Badiek, Monicelli dirige nel 1937 il suo primo lungometraggio, insieme ad alcuni amici, 'Pioggia d'estate', con l'attore Ermete Zacconi ripreso nella sua villa di Viareggio.  Il suo esordio ufficiale in regia avviene in coppia con Steno, con una serie di film che i due registi realizzano su misura per Toto', tra i quali spicca il celebre 'Guardie e ladri' (1951). Monicelli ha firmato alcuni capolavori del dopoguerra, collaborando con tutti i piu' importanti attori italiani, da  Alberto Sordi, Toto', Aldo Fabrizi, Vittorio De Sica, Sophia Loren, Amedeo Nazzari, Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Adolfo Celi, a Walter Chiari, Elsa Martinelli, Anna Magnani, Nino Manfredi, Paolo Villaggio,
Monica Vitti, Enrico Montesano, Gigi Proietti, Gastone Moschin, Giancarlo Giannini, Philippe Noiret, Giuliano Gemma, Stefania Sandrelli, Ornella Muti, Ivo Garrani e Gian Maria Volonte'. 'I soliti ignoti', film del 1958, e' considerato quasi unanimemente il primo vero film del filone della commedia all'italiana. L'anno successivo, Monicelli gira il suo capolavoro, 'La grande guerra', Leone d'Oro alla Mostra del cinema di Venezia del 1959 e sua prima nomination all'Oscar. La seconda nomination all'Oscar arrivera' nel 1963 con 'Icompagni'. Celebri anche  'L'armata Brancaleone' (1966) e 'Brancaleone alle crociate', da non dimenticare poi 'Il Marchese del Grillo', 'La ragazza con la pistola' (terza nomination all'Oscar, film del 1968), 'Romanzo popolare' (1974) e i primi due capitoli della trilogia di 'Amici miei' (1975, 1982), 'Un borghese piccolo piccolo' (1977), 'Speriamo che sia femmina' (1986) e 'Parenti serpenti' (1992).

La filmografia da regista

I ragazzi della via Paal (1935)
Pioggia d'estate (1937)
Totò cerca casa, con Steno (1949)
Al diavolo la celebrità, con Steno (1949)
È arrivato il cavaliere, con Steno (1950)
Vita da cani, con Steno (1950)
Guardie e ladri, con Steno (1951)
Totò e i re di Roma, con Steno (1952)
Totò e le donne, con Steno (1952)
Le infedeli, con Steno (1953)
Proibito (1954)
Un eroe dei nostri tempi (1955)
Totò e Carolina (1955)
Donatella (1956)
Il medico e lo stregone (1957)
Padri e figli (1957)
I soliti ignoti (1958)
Lettere dei condannati a morte (1959)
La grande guerra (1959)
Risate di gioia (1960)
Boccaccio '70 (1962) - episodio Renzo e Luciana
I compagni (1963)
Alta infedeltà (1964) - episodio Gente moderna
Casanova '70 (1965)
Le fate (1966) - episodio Fata Armenia
L'armata Brancaleone (1966)
La ragazza con la pistola (1968)
Capriccio all'italiana (1968) - episodio La bambinaia
Toh, è morta la nonna! (1969)
Le coppie (1970) - episodio Il frigorifero
Brancaleone alle crociate (1970)
La mortadella (1971)
Vogliamo i colonnelli (1973)
Romanzo popolare (1974)
Amici miei (1975)
Caro Michele (1976)
Signore e signori, buonanotte, con Luigi Comencini, Nanni Loy, Luigi Magni ed Ettore Scola (1976)
Un borghese piccolo piccolo (1977)
I nuovi mostri (1977) - episodi Autostop e First Aid
Viaggio con Anita (1979)
Temporale Rosy (1980)
Camera d'albergo (1981)
Il marchese del Grillo (1981)
Amici miei atto II (1982)
Bertoldo, Bertoldino e... Cacasenno (1984)
Le due vite di Mattia Pascal (1985)
Speriamo che sia femmina (1986)
I picari (1988)
La moglie ingenua e il marito malato (1989) - film TV
12 registi per 12 città (1989) - documentario, episodio Verona
Il male oscuro (1990)
Rossini! Rossini! (1991)
Parenti serpenti (1992)
Cari fottutissimi amici (1994)
The Royal Affair (1995)
Facciamo paradiso (1995)
Esercizi di stile (1996) - episodio Idillio edile
Topi di appartamento (1997) - cortometraggio
I corti italiani (1997) - episodio Topi di appartamento
Panni sporchi (1999)
Un amico magico: il maestro Nino Rota (1999) - documentario
Come quando fuori piove (2000) - miniserie TV
Un altro mondo è possibile (2001) - documentario collettivo
Lettere dalla Palestina (2002) - docu-drama collettivo
Firenze, il nostro domani (2003) - documentario collettivo
Le rose del deserto (2006)
Vicino al Colosseo... c'è Monti (2008) - cortometraggio documentaristico
La nuova armata Brancaleone (2010) - cortometraggio, solo credito

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