Maurizio Costanzo prende tutto!

Lunedì, 7 luglio 2008 - 13:07:00

di Mariano Sabatini

L’immenso Maurizio Costanzo, l’anchorman coi baffi che  vive nei meandri del teatro Parioli, è affetto da grave malattia. Non violiamo nessuna norma sulla privacy, informandovi che il giornalista (tra programmi ideati e condotti e/o prodotti, musical e canzonette da scrivere, lezioni da tenere all’università, rubriche da vergare per i mille giornali, trasmissioni alla radio nella notte di Radio1Rai e chissà quanto altro) si dibatte per gli spasmi da indigestione del formaggino che ha il possessivo nel nome. Se vede una sedia vuota in un consiglio di amministrazione grida, batte i piedini: è mia!; quando avvista un teatro senza direttore artistico o con il responsabile in bilico, strepita: è mio, lo voglio!; se intravede uno scranno da suggeritore di un ministro, un sindaco, un assessore, fosse pure un consigliere circoscrizionale, scatta: è mio, deve essere mio!!! Dai medici è stata rubricata come sindrome asso-piglia-tutto.

Costanzo si prepara una via d’uscita alla tivù. E coagula gli sforzi imprenditoriali artistici nel settore del teatro. Dirige il Parioli, il Brancaccio (ricorderete la feroce polemica con l’ex responsabile artistico Gigi Proietti!), il Morgana, il Todi Arte Festival (fino a poco fa della deliziosa Simona Marchini, giustamente risentita) e, come se non ce ne fosse d’avanzo, il giornalista ha accettato di dare buoni consigli – pur continuando a dare il cattivo esempio, direbbe De André – al ministro/poeta, Sandro Bondi.


Maurizio Costanzo

Uno che fa teatro, scrivendo musical di successo in tandem con Enrico Vaime, uno che investe nel teatro (tra l’altro, affidandosi solitamente a personaggi e comici televisivi di dubbia finezza artistica o troppo conclamata popolarità) decide che sia compatibile col resto anche un ruolo, per nulla super partes, da consigliere. In queste ore, Costanzo ha auspicato maggiori spazi per il teatro amatoriale e di strada. Ed ecco la bufera di reazioni: “Mi sembra per lo meno curioso che un uomo di spettacolo come Maurizio Costanzo si auguri un ritorno al teatro amatoriale - dice Massimo Dapporto - Se così fosse, non vorrei che le filodrammatiche riuscissero ad occupare gli spazi più o meno gloriosi dei nostri teatri, sottraendoli a chi ha fatto di questo mestiere la sua unica professione”. L’attrice Sandra Collodel, meno diplomatica: “Costanzo non e' il nostro portavoce, lui è la peggiore televisione, di teatro non sa nulla, non conosce le nostre realtà, le nostre passioni, i nostri sacrifici. Facciamo questo lavoro da venti, trenta, quaranta e cinquant'anni. Non gli permettiamo di decidere o dare consiglio per il nostro futuro”. Benché non sia una italica premura, il ministro/poeta avrebbe forse potuto, nell’investire Costanzo della nomina, pensare all’inopportuno ‘conflitto di interessi’. Perché, sebbene il conduttore elargisca gratuitamente i suoi consigli, qualcuno malizioso avrebbe da insinuare che i propri interessi, anche e soprattutto artistici, si possono favorire pure influenzando, fabbricando opinioni, sussurrando soluzioni.

 

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