Maria Teresa Ruta: "I reality? Servono solo a chi ha talento"
di Luca De Franco
Maria Teresa Ruta è il simbolo del giornalismo sportivo al femminile. Trasmissioni come "Caccia al 13" e "La domenica sportiva" l'hanno consacrata regina del piccolo schermo facendole vincere ben cinque Telegatti. In seguito, ha cambiato genere lavorando a "Giochi senza frontiere", "Tengo famiglia", "Tutti per uno", "Sala giochi", Unomattina", "Lo Zecchino d'oro", "Vivere bene" e molti altri programmi per famiglie. Da quest'anno, Maria Teresa è tornata al giornalismo sportivo conducendo "Domenica Win" su Betting Channel (canale 847 di Sky e visibile in chiaro sul digitale terrestre). Ogni domenica, dalle 14:00 alle 18:00, la Ruta ed i giornalisti che la affiancano seguono in diretta le partite di calcio, indicano le quote degli eventi sportivi su cui scommettere e presentano al pubblico gli sport considerati minori, invitando in studio i campioni. Maria Teresa sa quanto sia sbagliata la distinzione fra sport maggiori e minori perchè ha praticato agonisticamente l'atletica leggera. Ce lo conferma lei stessa in questa intervista esclusiva.
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Maria Teresa, parlaci della tua carriera agonistica.
"Ho gareggiato dal 1973 al 1980 per il Cus Torino e la Fiat. Ho provato diverse specialità dell'atletica, dal mezzofondo al lancio del giavellotto, passando per tutti i tipi di corsa compresa la campestre. I risultati migliori li ho raggiunti nella 4x100 e nel lancio del peso conquistando la medaglia d'oro ai Giochi della Gioventù, nel 1977, mandando la sfera (che pesava quattro chili) a 9,27 metri. Ho vinto l'argento nei 1.500 metri ed il bronzo negli 800."
Secondo te, quanto incide il doping nella prestazione sportiva?
"Dipende dal tipo di sport e dall'atleta. Di sicuro, non trasforma un brocco in un campione. La lotta al doping, secondo me, devono farla gli atleti per proteggere la loro salute. Devono capire che assumere sostanze dopanti serve a poco e provoca danni - anche gravi - al corpo ed alla mente. E' fondamentale spiegare queste cose ai ragazzini, che potrebbero ingerire sostanze dopanti con leggerezza. Se un preparatore atletico senza scrupoli dà una pillola a un adolescente, è probabile che quest'ultimo non chieda nemmeno cos'è; gli basta sentirsi dire che serve per correre mezzo secondo più veloce. Invece, gli agonisti devono imparare subito a leggere la lista delle sostanze proibite, ad informarsi su quali danni possono provocare, a chiedere il nome di ogni farmaco che altri propongono loro di assumere. Solo in questo modo, il doping sarà debellato."
Domenica Win segna il tuo ritorno alla conduzione di un programma sportivo. Come giudichi, finora, questa esperienza?
"Positivamente. Lo sport è la materia che conosco meglio e mi fa sempre piacere occuparmene. Inoltre, mi piace l'abbinamento con il mondo del gioco. Parlando con i telespettatori che chiamano in diretta, mi sono resa conto di quanto siano diffuse le scommesse nel nostro paese. Grazie a programmi come Domenica Win, lo saranno sempre di più. Gli italiani hanno sempre giocato al Lotto, a poker e scommesso sui cavalli. Quindi, la televisione aiuterà il settore del gaming ad espandersi."
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Ad alcuni sport, come il football americano, la televisione non è servita per entrare nel cuore degli italiani.
"Perchè il football americano non fa parte della nostra cultura. Le prime telecronache, negli anni ottanta, su Canale 5, avevano alti indici di ascolto perchè mostravano agli italiani qualcosa che non avevano mai visto. Nessuno, però, ha mai capito che il football rappresenta la storia degli Usa: la conquista del territorio, dalla costa orientale a quella occidentale, lo scontro fisico, il coraggio, la spietatezza nei confronti del nemico. Guardare il football in tv era solo una moda e le mode durano poco."
Hai partecipato all'Isola dei Famosi. Ti vedremo ancora in un reality?
"Non credo. Comunque, anche l'Isola è stata un'esperienza positiva. Ha rafforzato una mia convinzione: per fare televisione, bisogna avere talento. Chi partecipa ad un reality e diventa famoso solo perchè mette in mostra il suo fisico, dice stupidaggini, litiga con gli altri concorrenti, quando termina il reality torna nell'anonimato. I produttori televisivi non assumono chi non sa fare nulla. Una ragazza può essere raccomandata, ma se non è capace di ballare nessuno la inserirà nel corpo di ballo di un programma televisivo. Al massimo, farà un calendario e poi tornerà al suo vecchio lavoro."
Ti hanno mai offerto di posare per un calendario?
"Si, per sei o sette anni. Poi, si sono stufati di sentirmi dire di no ed hanno lasciato perdere. Non voglio posare nuda perchè sono una giornalista, una conduttrice televisiva e una mamma. Poserei vestita, se i proventi del calendario andassero in beneficenza."



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