Maria Grazia Cucinotta si confessa con Affari
di Giovanni Bogani
CAPRI – Produttrice. Perché vuole essere padrona del suo destino. Del suo lavoro. Perché non vuole che altri scelgano per lei. Maria Grazia Cucinotta ha le idee molto chiare. Dopo gli anni passati a Hollywood, tornata in Italia, non vuole stare attaccata al telefono ad aspettare. I progetti li sceglie lei. Così, stanno per arrivare al cinema due film "di" Maria Grazia Cucinotta. Nel senso che è lei la produttrice, e in un caso anche la protagonista. Il primo è L'imbroglio nel lenzuolo, un film ambientato agli inizi del Novecento, con Geraldine Chaplin, Anne Parillaud, Primo Reggiani ed Ernesto Mahieux. Fotografia di Vittorio Storaro, l' "autore della fotografia" più famoso al mondo. Regia di Alfonso Arau. L'altro film è Viola di mare, con Isabella Ragonese. Una storia di amore assoluto, estremo, tra due donne.
![]() Maria Grazia Cucinotta GUARDA LA GALLERY |
Maria Grazia, a che punto è "L'imbroglio nel lenzuolo"?
"E' praticamente pronto: abbiamo girato l'anno scorso, e adesso siamo al montaggio".
Di che cosa parla il film?
"Si parla dell'arrivo del cinema in Sicilia. C'è chi gira per i paesini, in cerca di persone da filmare. E per molti, quello che sta arrivando è un marchingegno diabolico. Lo chiamano 'o imbroglie dint'o lenzuolo', perché il cinema si proiettava su lenzuola bianche".
E' stato difficile produttivamente organizzare un progetto simile?
"Molto. Era il mio sogno da dieci anni! Ora che si sta realizzando, sono felice. Economicamente, è una coproduzione con Rai cinema, Ministero dei Beni culturali, Regione Sicilia. Avrà distribuzione 01. Cioè riuscirà ad arrivare nelle sale: ed è questo che conta".
Quando uscirà il film?
"Vorremmo aprire un festival, insieme a Rai cinema. Tanto, per Berlino dovremmo fare una corsa incredibile e non saremmo comunque del tutto pronti. Insomma, puntiamo a un altro festival".
Qual è la forza di questo film, secondo te?
"La storia: raccontare il cinema come magia, come cosa meravigliosa oppure anche spaventosa. Il cast: da Geraldine Chaplin ad Anne Parillaud, a Mahieux. Le location: per quanto possano imitarci, a Hollywood non potranno mai rifare la Sicilia, o la Campania".
Come avete collaborato con la Regione?
"Ci hanno aiutato finanziariamente, ci hanno aiutato con le location. Ci hanno dato degli stagisti, dei ragazzi che hanno potuto vivere il cinema sul campo. E che hanno potuto dire: ho lavorato con Storaro! Io penso che il cinema si impari soprattutto sul campo".
Arriviamo a "Viola di mare". Di che cosa parla?
"Di una ragazza che si innamora di un'altra, ed è costretta a cambiare tutto nella sua vita, nella Sicilia dell'Ottocento. E' tratto dal romanzo Minchia di re di Giacomo Pilati. Donatella Maiorca è stata bravissima a mettere in scena una Sicilia di passioni assolute, che fanno perdere la testa. Abbiamo girato alla tonnara di San Vito Lo Capo, e all'isola di Favignana".
Questo è stato un film più facile....
"Sì, e anche super low-budget. Ma ugualmente, abbiamo deciso di usare la pellicola, di non girare in digitale. Non abbiamo mai risparmiato sulla qualità".
Ma perché hai deciso di fare la produttrice?
"Avevo tutta una squadra di persone che filtravano il mio lavoro, senza lasciarmi vedere veramente come andavano le cose. Decidevano al posto mio. E io all'inizio lasciavo fare, perché avevo poca esperienza. La nascita di mia figlia ha cambiato tutto: ho mandato tutti via. E ho iniziato a fare da sola".
La tua è anche una storia, in qualche modo, di emancipazione femminile.
"Vivere in America mi ha fatto capire che si può lavorare così: formare una squadra, un gruppo di lavoro. Qui in Italia siamo tutti individualisti, in ogni 'squadra' ci sono gelosie, si rema contro. Io voglio formare un 'team', dove si va tutti insieme da qualche parte".
Però in Italia.
"Sì: io mi sono fatta conoscere nel mondo con un film italiano, Il postino. Ancora oggi in America sono 'quella del Postino'. Io rappresento la mia cultura, la mia terra, e non posso fare altrimenti. Voglio produrre film che mi rappresentino".



I charms danesi di Pandora
alla conquista dell'Italia...
Il bello di Pandora è che si può modulare il proprio oggetto dei sogni partendo da una spesa di poche decine di euro per arrivare a cifre a tre zeri. Famoso, il bracciale Moments, componibile a piacere scegliendo fra oltre 600 charms. L'azienda è seconda, per redditività, solo a Tiffany
Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.

































