Malika Ayane, ecco il disco della vera vincitrice di Sanremo...
Di Stefano Errico
A chi comincia a pensare che le nuove voci italiane arrivino ormai soltanto dalle trasmissioni televisive un consiglio: ascoltate l'ultimo cd di Malika Ayane. Giovane milanese dalla voce calda e speziata (per dirla con il maestro Paolo Conte), Malika ha meritatamente ricevuto il premio della critica all'ultimo, perverso festival di Sanremo. Avrebbe dovuto vincerlo, ma si sa, i festival seguono logiche inconoscibili agli esseri umani. Il disco è una gioia per le orecchie: Dal brano di apertura, il sanremese Ricomincio da qui, al pezzo dalle atmosfere pop stile Bacharach Thoughts and clouds l'avvio è dei più promettenti; le collaborazioni di tutto rispetto - da Pacifico al maestro Conte, da Vessicchio a Cremonini.
![]() Malika Ayane |
Le atmosfere sono soffuse, da Blue Note (dove Malika ha mietuto notevole successo l'anno passato), pennellate di jazz su una ritmica moderna e arrangiamenti mai invadenti. Perchè ciò che fa la differenza è la sua splendida voce. Una nota positiva anche i testi, spesso di Malika, mai banali.
"La prima cosa bella" cantata da Malika
Un tuffo nel passato con La prima cosa bella, di Nicola Di Bari, già sui titoli di coda dell'omonimo film di Virzì, cantata da Malika come una nuova Vanoni. E poi Brighter than sunshine, Little Brown bear (in duetto con Conte), ripreso nella cover Chiamami adesso, lo ska di Mille, per finire in duetto con il divertissement Believe in love in duetto con Cremonini, dove le lettere dei due nomi sono le iniziali delle parole del testo...
La Sugar di Caterina Caselli si conferma casa discografica dalla vista lunga e dalla capacità propositiva di grande livello. Malika è in evidente crescita, personale e professionale. Una speranza però la manteniamo: vedere ed ascoltare Malika meno trattenuta: si ha quasi l'impressione che le sue doti vocali, su cui non si può nutrire alcun dubbio, non siano ancora state sfruttate appieno. Un peccato: in questi tempi gonfi di precarietà musicali, di principi filibustieri e di furbetti, si sente il bisogno di voci certe e calde come la sua.



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