Mafia / Un libro sulla storia di John Gotti
| Perchè John Gotti è un mito Usa |
E' diventata un libro la storia dell'avventura criminale di John Gotti, capo del clan Gambino, una delle ultime famiglie americane della vecchia Cosa Nostra. L'ex capo indiscusso di cosa nostra aveva in comune con Al Capone l’origine napoletana dei genitori. Il titolo della nuova pubblicazione è "Storie di Mafia. John Gotti, il gangster che diventò boss".
Gotti, come il famigerato boss di Chicago, anche lui era semianalfabeta, era di mitraglietta facile e diceva parolacce. Troppe, specialmente con Sam Gravano, «soldato» ambizioso e vorace che poi lo tradì, facendolo condannare all’ergastolo.
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Capone era stato accettato mal volentieri dai vecchi mafiosi, che non avevano dimenticato il suo esordio di magnaccia. Quando ruppe troppo le scatole, favorirono il suo arresto. Gotti era un gangster urbano che il declino «morale» e militare di Cosa Nostra aveva portato all’apice della Mafia a stelle e strisce, ormai ridotta a un agglomerato minoritario e debole rispetto alle più agguerrite «mafie» asiatiche, slave e latino-americane.
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La sua sconfitta fu celebrata in un processo spettacolare, come solamente i tribunali federali sanno fare. Gotti morì di cancro, il 10 giugno 2002. Quando affrontò il processo, sapeva già di doversi sottoporre a sedute di chemioterapia. Si era abbandonato a confidenze con il «traditore» Gravano, regolarmente registrate dalle «cimici» dell’Fbi.
La gente del Queens, memore delle feste di strada e dei buffet offerti da Gotti, difende ancora la sua memoria. Alla fine, in questo strano mondo di sangue e di dollari, anche un travet del crimine diventa un mito. Ma il problema attuale degli USA non è più «La Cosa Nostra».



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