Le rivelazioni di Valeria Marini

Giovedì, 10 luglio 2008 - 20:02:00

Dal Capitolo "Mon Amour"

Mom, mother, mummy: ci sono tanti modi di dire mamma, ma una sola maniera di esserlo per tutte le donne. Un istinto naturale che anch'io sento sempre più forte e che purtroppo non sono ancora riuscita a esprimere.

Per fare un figlio, infatti, bisogna essere in due, e non solo al momento del concepimento. Proprio perché durante l'infanzia ho sofferto immensamente per la divisione dei miei, non vorrei mai che la mia creatura crescesse tra genitori separati: con i genitori a intermittenza. Così ho iniziato a cullare l'idea di un bimbo solo dopo un paio d'anni che stavo con Cecchi Gori, quando era maturata anche l'intenzione di sposarci. Vittorio sentiva il desiderio di metter su famiglia con me perché era innamorato follemente.

Quanto a me, ero pronta al grande passo della maternità e, nonostante i problemi e le discussioni, il nostro rapporto era consolidato privatamente e pubblicamente.

Scherzando sulla nostra unione tanto profonda quanto esplosiva, Simona Izzo ci chiamava «Nitro e Glicerina».
Purtroppo, il primo tentativo di maternità si è interrotto bruscamente. Da un mese non avevo il ciclo ed ero certa di essere finalmente incinta. Il medico mi aveva imposto il riposo assoluto perché - come avrei scoperto in seguito - faccio fatica a portare avanti le gravidanze. Ma il mio stile di vita iperattivo non era cambiato minimamente e così una sera, dopo un'ennesima lite con Vittorio, ho avuto una tremenda emorragia. Non mi sono neanche fatta ricoverare: non volevo sentirmi dare la ferale notizia che avevo perso mio figlio. Un trauma che avevo già vissuto da giovanissima ai tempi della storia con Giovannino.

Con Vittorio ci abbiamo riprovato verso la fine del rapporto... Forse un bambino avrebbe risolto tanti problemi, anche se un figlio non deve mai essere concepito come collante per rimettere insieme i cocci di una relazione. Sognavo una femmina o meglio ancora due gemelli di sesso diverso in un colpo solo. Finalmente, qualche mese prima di girare lo spot «Videochiamami», sono rimasta di nuovo incinta. Questa volta ero disposta a qualsiasi sacrificio e pronta a rispettare nove mesi di riposo assoluto - una sfida quasi impossibile per un'«energetica» come me - ma quando ho dato la bella notizia a Vittorio, la sua risposta è stata: «E come facciamo ad andare in barca?». Intendiamoci bene: una battuta così infelice non era sufficiente a dissuadermi dall'idea della maternità, ma per portare avanti la gravidanza avevo bisogno di serenità. E questa, purtroppo, non potevo fabbricarla con le mie mani, per quanto ci provassi in tutti i modi.

Vittorio era un uomo troppo iracondo. Il che, oltre a rendermi la vita impossibile e la gestazione difficile, mi preoccupava anche per il futuro di nostro figlio. Che padre sarebbe stato? Quale modello avrebbe offerto al piccolo? E se avesse continuato a mancarmi di rispetto in pubblico anche di fronte al bimbo, come sarebbe cresciuta questa creatura? Di comune accordo abbiamo deciso di interrompere la gravidanza, ma non ho mai smesso di pensare a un figlio. Qualche anno fa ho cercato di adottarne uno. La legge italiana però non me lo consente perché sono single. Per questo ho lanciato un appello pubblico affinché lo Stato adegui una regola che mi sembra fuori dal tempo. Se una persona ha i mezzi per farlo e può dare udopportunità a un bambino dal futuro incerto, perché ostinarsi a impedirlo? E forse meglio che questa creatura resti da sola in un orfanotrofio? Semmai avrei qualche perplessità sull'inseminazione artificiale. Il «concepimento in proprio» mi sembra che segni, ancor prima della nascita, il destino di un piccino con una famiglia a metà. Ma quando si parla di «mom amour» non si può mai generalizzare.

Ogni donna ha il diritto di esprimere il suo personale sentimento materno.

0 mi piace, 0 non mi piace
Fai di Affaritaliani la tua HomePage
Iscriviti alla Newsletter
Mobile
Seguici su facebook
Rss
Twitter
Google
Internet Explorer

Siria/ Si intensificano scontri, 25 morti fra cui molti soldati regime
Diaz/ Cassazione, nessuna prova contro De Gennaro
Tlc/ Fsi investe 200 milioni in Metroweb e acquisisce il 46,2%
Titoli Stato/ Spread a 445 punti, Spagna sopra quota 500
Vaticano/ La moglie di Gabriele lo ha incontrato
Spending Review/ Squinzi, tagli per 4,2 miliardi siano solo inizio
Egitto/ Elezioni, Fotouh, non riconosco i risultati del voto
Agcom/ Viola, non sono in corsa per la presidenza
LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME
inEVIDENZA
Pandora moments p2
Mode e Talenti

I charms danesi di Pandora
alla conquista dell'Italia...

Per il grande pubblico italiano questo nome è ancora poco conosciuto. Ma ora Pandora, colosso della gioielleria che ha fondato il proprio successo sui charms, accelera sul mercato italiano. A maggio ha aperto i battenti il primo negozio della griffe nordica, a Venezia. Il primo di una lunga serie...

Il bello di Pandora è che si può modulare il proprio oggetto dei sogni partendo da una spesa di poche decine di euro per arrivare a cifre a tre zeri. Famoso, il bracciale Moments, componibile a piacere scegliendo fra oltre 600 charms. L'azienda è seconda, per redditività, solo a Tiffany

Case da sogno

Una villa? Un attico? Un loft? Quello che cerchi in un click
Trova tutto qui!

Prima rata gratis

Sei alla ricerca di un prestito? Trovalo subito
SCEGLI PRESTITÒ

Auto usate

Stai cercando l’auto dei tuoi sogni? Scoprila subito.
Cerca adesso