Laura Chiatti, da Moccia's angel a pietra dello scandalo
Nessun caso del capezzolo scomparso, parola di Laura Chiatti. Sul manifesto del film "Il caso dell'infedele Klara" di Roberto Faenza, da venerdì 27 marzo in 300 cinema, la foto dell'attrice nuda nella vasca da bagno è stata leggermente ritoccata al computer: scompare il capezzolo e si accentuano alcuni chiaroscuri. "
Non c'è alcun caso - dice la Chiatti -. Il manifesto doveva essere sensuale e perciò è stata scelta quell'immagine. Ma non volevamo ingannare il pubblico e ostentare il corpo di Klara per attirare spettatori al cinema". In effetti sul contenuto erotico del film già si è molto parlato in questi giorni e, come denuncia il regista Roberto Faenza, "su internet gira un trailer taroccato ottenuto con foto di Laura e immagini del film. Ma non si tratta di un film porno - aggiunge - anche se la componente erotica c'è di sicuro, anche tenuto conto che il set è a Praga, dove questa componente è importantissima a partire dalla letteratura, basti pensare a Milan Kundera". Riguardo alle numerose scene di sesso con Claudio Santamaria, Laura Chiatti commenta: "Fare le scene di nudo è sempre imbarazzante, ma stavolta il vero imbarazzo l'ho provato vedendo il trailer del film con mio padre e mia madre. Dopo aver letto il copione, con Roberto Faenza ci siamo messi d'accordo su come girare varie scene. Recitare nuda o fare sesso sul set non è un problema, se è necessario per la storia, se il regista è sofisticato e sensibile (e ti protegge)." Per mettere a loro agio i due attori durante i momenti più piccanti, Faenza ha utilizzato un robot. "Non c'era nessuno sul set - spiega il regista - solo una telecamera che manovravamo dalla stanza accanto. In questo modo riuscivamo a ottenere il massimo della naturalezza".
Le scene hot di Laura Chiatti (Foto Emmevi)
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Nel film si parla di gelosia, un tema particolarmente caro alla cinematografia italiana. "La gelosia non è un sentimento negativo. Fa parte dell'amore come la passione o il tradimento. Il mio non è un film sulla gelosia, ma sulle relazioni d'amore, in cui ci sono cinque personaggi che le vivono in maniera diversa" - dichiara Faeza - "Chi vede il sentimento della gelosia con fastidio fa un errore. Fa parte dell'amore ed è una sorta di malattia con cui devi confrontarti". Il film racconta la storia di un musicista italiano a Praga (Claudio Santamaria), che arriva a far pedinare da un investigatore la sua fidanzata Klara (Laura Chiatti) certo che sia l'amante del suo tutor universitario. Tra il ragazzo e l'investigatore privato (Iain Glen), anch'egli con una vita privata difficile, si stabilisce un rapporto di amicizia e intimità che ha implicazioni psicologiche enormi e troverà per entrambi la soluzione nella catarsi finale.
"In questo film i maschi non ne escono bene - spiega ancora Faenza - perchè sono la parte più fragile della società. Il ruolo dell'investigatore è quasi paterno, protettivo perchè capisce che la gelosia è un morbo che devi affrontare". Gli attori hanno una visione della gelosia piuttosto diversa. "A mio giudizio - dice Santamaria - si supera con l'ironia, anche se non credo che sia possibile guarire. Un po' come accade nel film". Per la Chiatti "spesso la gelosia diventa ossessione e le patologie sono autodistruttive. Se esistesse una cura, penso che saremmo tutti molto più tranquilli".



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