La replica di Povia: "Racconto solo la storia di una persona, non quella di tutti"
POVIA
Per correttezza, si legga la controintervista che feci su www.gay.it/channel/musica/20566/POVIA-SI-SCUSA.html.
Non ho mai parlato nè di malattia nè di guarigione, nè che l'omosessualità "va cambiata". Se un individuo sta bene nella sua condizione, sia che sia etero sia che sia omosex, sono sereno per lui. Racconto solo la storia di uno, non quella di tutti. Non c'entro niente nè con la destra nè con la sinistra e soprattutto non sia così leggiadro da pensare che mi possa essere fatto tirare in mezzo da qualcuno. Le ricordo che le sue parole si basano solo sul titolo della canzone. Non sarà di certo un brano a cambiare il mondo ma il polverone che state alzando probabilmente si.
Comunque, Ognuno difende la sua verità.
Giuseppe Povia
VOLANTE
Caro Giuseppe, ti do del tu perché sono abituato a dare del tu a tutti, e poi voglio parlarti come a un amico. Sono felice che insultarci non fosse nelle tue intenzioni, davvero, però il mio articolo spiega chiaramente che il problema vero non è la canzone su Luca, che so bene essere un singolo individuo diverso da tutti gli altri, ma il messaggio che trasmette un’idea come quella. Il fatto che quell’intervista su Panorama non fosse mai stata smentita, poi, avvalora agli occhi di chiunque il pensiero che tu voglia proprio dire che l’omosessualità non va bene e che si possa “trasformare” in eterosessualità.
Esistono certamente uomini eterosessuali che hanno amato altri uomini, io stesso da ragazzo ho amato perdutamente una ragazza di cui sono molto amico ancora oggi, ma io non mi ritengo bisessuale o magari eterosessuale, io sono gay però in gioventù ho amato una ragazza, mentre non tutti gli uomini che hanno amato altri uomini sono gay. Essere gay è una condizione guadagnata con fatica da uomini che si scoprono omosessuali, magari anche in età adulta, e con mille sofferenze arrivano ad accettarsi con gioia, diventando gay, cioè orgogliosi di ciò che sono. Chi arriva a guadagnarsi la felicità che altri tentano di negargli non cambia “idea” per nessun motivo. Affermare che si può cambiare è una bugia e soprattutto significa negare l’essenza di ciò che siamo, sminuire il lavoro che tante persone hanno dovuto compiere su sé stesse per non restare nell’ombra e avere il coraggio di mostrarsi a sé stessi e agli altri per ciò che sono.
Io sono abituato a credere alla buona fede di chiunque, ma il fatto che tu non volessi dire tutto questo non significa che altri non ne soffriranno e altri ancora non ne approfitteranno per speculare sulle tue parole. Il nostro dovere è difendere chi sta facendo quel percorso da un ulteriore dubbio, un’ulteriore violenza, un ulteriore ostacolo. E’ nostro dovere dire ad alta voce che non è così e che se qualcuno lo afferma ci saremo sempre noi a spiegare come stanno le cose.
Non è colpa tua se purtroppo in Italia siamo costretti a combattere in trincea, ma ti assicuro che se una cosa così fosse accaduta in un paese anglosassone la protesta si sarebbe fatta sentire molto più forte che qui da noi. Però siamo in guerra, costantemente, per difendere la speranza e il percorso verso il riconoscimento di diritti basilari che ci sono negati senza il minimo pudore, usando anche odiosi stratagemmi comunicativi, disinformazione, ricatti religiosi e chi più ne ha più ne metta. Questa reazione al titolo della tua canzone e alle tue affermazioni precedenti era il minimo che potesse succedere. Se poi il testo smentisse ciò che ho detto, ti chiederò scusa pubblicamente, diversamente protesteremo come annunciato.
Marco Volante
PS: ti chiedo il permesso di chiedere la pubblicazione della tua mail e della mia replica
POVIA
Sono mail private ma se vuole può pubblicarla, non sarebbe corretto rendere pubblica la replica, ci sarebbe un "dispari". Quindi aggiunga che è possibile cambiare eccome, se non si è sereni. Nessuno in fondo sa com'è fatto un altro.



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