I misteri della censura americana

Martedì, 8 luglio 2008 - 14:43:00

di Luca De Franco

La classifica settimanale dei film più visti, negli Stati Uniti, ripropone un antico quesito: quali sono i criteri su cui si basa la commissione per la censura? La pellicola più vista, Hancock con Will Smith, ha avuto il marchio "Pg-13" (vietato ai minori di 13 anni). Al terzo posto, Wanted con Angelina Jolie, a cui hanno - addirittura - dato il marchio "R" (vietato ai minori di 17 anni, se non accompagnati da un adulto) a causa delle "scene violente, del linguaggio scurrile e di un minimo contenuto sessuale". Il problema è che non ci sono scene di sesso in Wanted, solo Angelina Jolie che esce dalla vasca da bagno completamente nuda (inquadrata di schiena). La violenza delle scene non supera quella presente nella maggior parte dei film d'azione americani. Il linguaggio è molto meno scurrile che in Vi dichiaro marito e marito (che era PG-13). Anche nel recente passato, sono numerosi gli esempi dei criteri incomprensibili adottati dalla censura americana.



Angelina Jolie, protagonista di Wanted

Nel 1995, Casinò di Martin Scorsese venne classificato "R" per la "violenza brutale, il linguaggio eccessivamente scurrile, scene contenenti uso di droga e un minimo contenuto sessuale". Il vero problema, per la censura, era l'uso eccessivo della parola "Fuck", che può essere tradotta in "Vaffan...", "Fottuto" o qualunque altra cosa venga in mente (negli Stati Uniti, esistono decine di usi di quella parola). Nella scena in cui Joe Pesci e Robert De Niro parlano nel deserto, "The F Word" è stata pronunciata oltre 20 volte.
 
Nel 2000, il film di Michael Radford Dancing at the Blue Iguana è stato classificato "R" per "eccessivo contenuto sessuale, nudità, alcune scene in cui si fa uso di droga e una minima violenza". La pellicola era ambientata in un locale di spogliarello ed il massimo dell'erotismo erano le ragazze che si toglievano i vestiti.

Una cosa è certa, se dovessimo adottare questi criteri anche in Italia, il 100% dei film sarebbe classificato "R". Pensiamo alle commedie, piene di "Vaffan..." e donne che si spogliano.

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