L'Italia dice addio al festival reggae. La legge Fini-Giovanardi 'uccide' il "Rototom Sunsplash", il festival reggae più famoso d'Europa. E' polemica politica

Mercoledì, 11 novembre 2009 - 17:45:00

Bob Marley
  • No alla criminalizzazione delle culture alternative e del dissenso 
    di Angelo Maria Perrino
  • Forum/ Sei d'accordo con la legge che vieta il festival per evitare l'uso di droghe? O la musica è sacra e non si tocca? Dì la tua
  •  L'associazione Rototom replica su Affaritaliani.it al sottosegretario Giovanardi: "Il Sunsplah è un festival libero dalle droghe pesanti". LEGGI IL DOCUMENTO COMPLETO IN ESCLUSIVA 
  • Gli appelli delle star
  • Le carte giudiziarie della vicenda. Un autentico 'capolavoro letterario' ottocentesco. PDF
  • Daniele Farina, portavoce del Leoncavallo, ad Affari: "Se un giorno faremo la Norimberga del proibizionismo Giovanardi sarà tra gli imputati..."
  • "Organizzatori del festival reggae, fottetevene e andate avanti!" di Maurizio De Caro
  • Renzo Arbore ad Affaritaliani.it: "Amo il reggae, e sono anche stato in Jamaica. Per loro la ganja ha un valore religioso, per noi italiani no. La mia proposta è salvare la musica e lasciare il festival in Italia, ma senza droghe. Un compromesso va trovato, per il bene della musica!"

  • Caso Rototom, su Affaritaliani.it gli atti del consiglio comunale di Osoppo. LEGGI LE 'CARTE SCOTTANTI'

  • Il sindaco di Osoppo Bottoni (Pdl) ad Affaritaliani.it: "Un posto per il festival da noi ci sarà sempre. E' una fonte di introiti importante"

  • Moni Ovadia ad Affaritaliani: "L'Italia odia i giovani. E l'assurdo caso Rototom ne è la dimostrazione. Le argomentazioni di Giovanardi? Folli!". L'INTERVISTA-SFOGO ALL'ARTISTA

  • E' vita dura per i festival musicali in Italia. Piano piano, per motivi diversi, stanno scomparendo, dopo il boom di qualche anno fa. L'ultimo della serie a cui il nostro Paese deve dire addio è il celebre “Rototom Sunsplash”, il festival reggae più famoso d'Europa che da anni ogni estate si svolge in Friuli, a Osoppo.

    Come fa sapere l'omonima associazione infatti, "nonostante l’affetto della gente e la solidarietà giunta trasversalmente da vari esponenti politici, il più grande Festival reggae d’Europa è costretto ad emigrare, spostando altrove i numeri da capogiro in fatto di presenze e le vaste ricadute economiche sul territorio di un piccolo comune friulano come Osoppo: un paese di 3 mila abitanti che grazie a questa manifestazione d’estate diventano 150 mila.

    reggae
    Il presidente dell'associazione con la richiesta di interrogatorio (NEL BOX IN ALTO A DESTRA TROVI IL PDF DELLE CARTE GIUDIZIARIE DELLA VICENDA).

    Anzi, diventavano. Perché dal 2010 il 'Sunsplash' lascerà il Friuli". Ma qual è il motivo dell'addio? I diretti interessati parlano di “accanimento di sorveglianza” che ha portato nelle ultime settimane a “provvedimenti che rendono impossibile rimanere ad Osoppo”.

     

     

     


    Un video che spiega dall' 'interno' il Festival di Osoppo

    I PARTICOLARI - Il riferimento è agli avvisi di garanzia piovuti per ragioni diverse sull’amministrazione comunale del piccolo paese friulano, per un’ipotesi di abuso d’ufficio, ma soprattutto sul vertice dell’associazione, il presidente Filippo Giunta, rispetto a cui l’indagine è stata aperta per violazione della legge Fini Giovanardi.  Viene contestato l'art.79: per tale dispositivo “chi adibisce o consente che sia adibito un locale pubblico o un circolo privato di qualsiasi specie a luogo di convegno di persone che ivi si danno all'uso di sostanze stupefacenti o psicotrope è punito, per questo solo fatto, con la reclusione da tre a dieci anni e con la multa da euro 3.000 ad euro 10.000”. Il Sunsplash in sostanza agevolerebbe l'uso di marijuana per il solo fatto di essere un festival reggae.

    reggae

    SOLIDARIETA' AL FESTIVAL - L’organizzazione ovviamente non ci sta e mentre evidenzia le ingenti spese affrontare per un servizio di sicurezza imponente, incassa la solidarietà di esponenti di primo piano della cultura e della politica italiana che inviano messaggi di appoggio. “Non riconosco in questa vicenda il Friuli aperto e tollerante che è la mia terra” sostiene Beppino Englaro, mentre Giuliano Giuliani vede nella parabola del Sunsplash “un malinteso nesso tra democrazia e repressione”. “La sottocultura delle forze conservatrici  è nemica della gioia di vivere” ribatte Moni Ovadia che osserva come “dà fastidio il pensiero che si auto-organizza in forme libere e vitali”. 

    INTERVENGONO ANCHE IGNAZIO MARINO E LA SERRACCHIANI- L’analisi del senatore Ignazio Marino si rivolge invece alla legge Fini Giovanardi “il cui art.79 è stato evocato finora solo due volte contro organizzatori di eventi culturali e musicali e l’unico caso arrivato a giudizio si è chiuso con la piena assoluzione di chi era imputato, a dimostrazione degli eccessi punitivi di questa norma”. A supporto della causa arriva il messaggio dell’europarlamentare Debora Serracchiani: “cancellando Sunsplash non avremo risolto un problema ma ne avremo creati altri ben peggiori – dice – poiché un evento di tale rilevanza non può mancare nell’offerta culturale e turistica della regione senza generare una grave perdita. Per questo voglio sperare che l’ultimo atto in questa vicenda non sia ancora compiuto”. Al telefono giunge anche la solidarietà del consigliere regionale Pdl Alessandro Colautti a cui “dispiacerebbe perdere un’occasione di confrontoo e dibattito aperta come il Sunsplash, che negli ultimi anni ha fatto un salto di qualità prestandosi ad approfondimenti importanti su temi come ecologia e fine vita”.L’ex sottosegretario Franco Corleone spiega che “ci troviamo di fronte ad un teorema, che è la cosa più pericolosa che esiste, perché nasce dal pregiudizio e sfocia nella persecuzione”. “La sensibilità diffusa di cittadini, amministratori, politici è a favore del Sunsplash. Questo festival non può morire. Auspico un’archiviazione da parte della magistratura”.


    L'edizione 2007 del festival reggae



    IL 'PIANO DI BATTAGLIA' -  E' una battaglia su più piani quella che si annuncia. Innanzitutto si prepara un collegio di difesa composto da avvocati di fama nazionale per affermare il principio di “pulizia” del Sunsplash ma anche l’illogicità della Fini Giovanardi nei punti contestati. Inoltre si lancerà una mobilitazione con una petizione sul sito fuoriluogo.it e l’iniziativa “io agevolo” portata avanti dal Rototom con ironia, per significare che l’agevolazione determinata dal festival non ha riguardato gli stupefacenti ma semmai il dialogo fra culture, la libertà di pensiero, stampa ed espressione e tanti altri diritti civili. Infine una grande manifestazione concerto venerdì 13 novembre in Piazza Matteotti a Udine che avrà l’emblematico titolo “Non processate Bob Marley” e che a partire dalle 18 vedrà sul palco molti artisti ed intellettuali che dimostreranno con l’arte e il pensiero che di Sunsplash, in Friuli od altrove, c’è davvero bisogno. 

    ANCHE BEPPE GRILLO IN PIAZZA (IN VIDEOCONFERENZA...) -Per gli organizzatori "non basterà una piazza: ne serviranno due per ospitare tutti gli artisti che parteciperanno a “Non processate Bob Marley”, l’happening-manifestazione di venerdì 13 novembre nato a difesa del Rototom Sunsplash, il più grande festival reggae d’Europa costretto ad emigrare in seguito ai provvedimenti giudiziari che hanno colpito il suo organizzatore. A Piazza Matteotti, dove si esibiranno le band che hanno aderito alla manifestazione, dagli Africa Unite ai Tre Allegri Ragazzi Morti, si aggiungerà anche piazzetta Lionello dove troveranno spazio i dj set e le tante associazioni che hanno sempre trovato ospitalità al Sunsplash e ora intendono appoggiare la rivendicazione di libertà dell’associazione Rototom. A far crescere l’attesa per la manifestazione c’è anche l’annunciato intervento di uno dei più noti ed apprezzati paladini della libertà di espressione e di informazione, Beppe Grillo, che ha annunciato il suo intervento in videoconferenza a partire dalle 21 sullo schermo che sarà allestito nella centralissima piazza Matteotti".

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