Senza Aldo Busi, povera "Isola dei Famosi"...
Di Giuseppe Morello 
È singolare che la tv, solitamente avida di ascolti tanto da esserne ossessionata, e ingorda di personaggi che catalizzino l’attenzione, si lasci scappare un personaggio come Aldo Busi. Lo scrittore lascia l’Isola dei Famosi (famosi? In verità molti dei partecipanti hanno una notorietà che non va oltre il loro quartiere), impoverendo un programma già di suo non particolarmente pregno. Il pubblico per altro sembrava apprezzare un personaggio che ha il merito di essere fuori dagli schemi, sufficientemente folle da funzionare in tv, ma anche intelligente, acuto e autoironico, niente a che vedere insomma con i tradizionali minus habens che abitano nei reality. Gli ascolti lo confermavano ed ora che Busi ha interrotto quello che lui stesso ha definito “un capriccio estetizzante, decadente, di rassegnata malinconia”, l’Isola torna ad essere lo sguaiato pollaio di sempre.
Peccato che la Rai non solo non abbia fatto nulla per trattenere Busi, ma dopo le sue frasi sul Papa e l’omofobia (che a me onestamente non sono sembrate così gravi) abbia deciso addirittura di radiarlo da tutti i programmi, una specie di cacciata alla Lucifero, non dal paradiso ma da quell’inferno mediatico della tv generalista.
Busi poteva rimanere e in molti lo rimpiangeranno perché per quanto volgari o irrispettose fossero le cose che ha detto, erano comunque condite di intelligenza e soprattutto dette in un buon italiano, lingua normalmente sconosciuta nei reality.
Ecco, se non per gli ascolti, la Rai avrebbe dovuto trattenere Busi almeno in omaggio alla nostra lingua, lasciando parlare uno che non sbaglia i congiuntivi. Invece ora tornano a primeggiare i borborigmi noiosi degli altri concorrenti.



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