Intervista al chitarrista Alessandro Stefana: "La musica italiana degli anni '50 e '60 era straordinaria"
di Stefano Ferrian
Alessandro “Asso” Stefana, chitarrista, compositore e produttore bresciano. La sua musica, caratterizzata dall’incontro di un blues rurale con la psichedelia, richiama visioni oniriche e paesaggi western creando situazioni musicali molto suggestive. Ha co-prodotto l’ultimo album di Vinicio Capossela "Da Solo" e collabora stabilmente con Guano Padano e Marco Parente. Nel 1987, all’età di 6 anni, viene indirizzato da suo padre allo studio della chitarra classica. Senz’altro suo padre ha avuto la giusta intuizione visto che da un po’ di anni è musicista di professione.
![]() (foto di Roberto Cavalli) |
È stata una sua passione dall’inizio oppure voleva, data la giovane età, rendere felice suo padre?
"Sono stato attratto dalla musica sin da molto piccolo tantè che vedendo mio padre suonare pensavo che anch’io avrei voluto fare lo stesso. Mi ricordo di molte sere passate imparando pezzi dei Creedence Clearwater Revival…".
La musica è un mondo ricco di varianti e sfumature. A volte può essere una bacchetta magica per le emozioni. Aldilà del discorso professionale, perché è così importante per lei fare musica?
"In realtà è soltanto da qualche anno che ho la fortuna di fare soltanto musica. Prima ho fatto anche altri lavori ma ho sempre dedicato tutto il mio tempo libero alla musica. La musica è il mio modo di esprimermi, spesso diventa un rifugio meraviglioso dal mondo che sta attorno, con il potere di farti essere dove vuoi, in particolare la musica strumentale, non avendo il vincolo della parola, può aprire le porte dell’immaginazione più di ogni altra cosa".
Gran parte della sua carriera l’ha passata di fianco a dei cantautori. Tra le tante collaborazioni ricordo Vinicio Capossela, Marco Parente e Paolo Benvegnù. In qualche modo lei è uno “scenografo musicale”, con la sua musica riesce a dare il colore e la giusta ambientazione alle parole. È un dono naturale o il frutto di un duro lavoro?
"Entrambe le cose…Sicuramente in parte un dono naturale, ognuno di noi ne ha…sta poi nel capirlo e lavorarci per arrivare a buoni risultati. Spesso la gente si delude e si arrende nel non vedere sbocciare quello che sperava. Nel mio piccolo io ho sempre fatto e continuo a fare musica per pura passione, non ho mai pensato e cercato di dover arrivare da qualche parte, probabilmente questo mio modo di fare ha avuto la sua forza ed oggi ho la fortuna di poter lavorare accanto ad artisti di grande valore e che stimo molto".



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