Il digitale "salva" la discografia

Martedì, 26 ottobre 2010 - 14:45:00

Viene presentato all’Università IULM di Milano il Rapporto 2010 Economia della Musica in Italia, realizzato da Fondazione Università IULM, coordinato dal professor Luca Barbarito (Università IULM), promosso da Dismamusica (Associazione distribuzione industria strumenti musicali e artigianato), FEM (Federazione Editori Musicali), SCF Consorzio Fonografici, SIAE.

Dalla ricerca emerge che il fatturato complessivo del settore musicale italiano nel 2009 è pari a 3,7 miliardi di euro (-9% rispetto al 2008). Il sistema musica “tiene”. La flessione è, infatti, determinata dal pesante calo del comparto dell’elettronica di consumo audio (-25%) ed è da contestualizzarsi nell’ambito di uno scenario economico caratterizzato da un PIL in calo del 5,1% (pari a una diminuzione dei consumi dell’1,2%).

“La tenuta del sistema musica è buona anche se la filiera sta attraversando una profonda rivoluzione che terminerà tra 5 anni. Le vendite del mercato digitale non compensano ancora le perdite del mercato fisico. A questa filiera occorrerebbe una riforma strutturale nel comparto dei diritti la cui gestione diventerà sempre più rilevante. Una semplificazione ma allo stesso tempo un maggior rigore nei meccanismi di tutela degli stessi, aiuterebbero nella generazione di un maggior valore per tutti”, commenta Luca Barbarito, Professore Associato di Economia all'Università IULM e coordinatore della ricerca.
 
Lo studio fornisce una visione completa del ‘sistema musica’ in Italia da un punto di vista economico-quantitativo, analizzando i singoli stadi della sua filiera produttiva, scissa in due macro aree di riferimento: il ‘piccolo settore’ (nel quale rientrano gli stadi relativi alla produzione, alla distribuzione e al consumo della musica) e il ‘grande settore’ (che include i player più esterni della filiera, ovvero i produttori e distributori di strumenti, di musica stampata, chi fa formazione musicale e produce elettronica di consumo).
 
I principali risultati del Rapporto 2010 Economia della Musica in Italia 
 
Partendo dal ‘piccolo settore’, va premesso che lo studio ha distinto diverse modalità di fruizione della musica analizzate dal punto di vista quantitativo monitorandone l’evoluzione.
 
-          Musica su supporti fisici. Le vendite su supporti fisici segnano un calo del 25% rispetto al 2008 (con un fatturato di 375 milioni di euro) nonostante una riduzione del prezzo dei cd.
 
-          Musica digitale (brani e suonerie). Rappresenta il segmento più promettente e registra le migliori performance dell’intero sistema musica. Nel 2009 le vendite digitali hanno fatto registrare un valore complessivo di 44 milioni di euro (sell-out) e una crescita del 13% rispetto all’anno precedente.
 
-          Attività commerciali e pubblici esercizi. È tra i segmenti che registrano le migliori performance dell’intera filiera (secondo solo alla musica digitale). Con un incremento del 9% e un fatturato di 71 milioni di euro ‘attività commerciali e pubblici esercizi’ esprime il valore dei diritti raccolti da SIAE (diritti d’autore) e SCF (diritti discografici) per la musica diffusa in attività commerciali e pubblici esercizi. I risultati positivi testimoniano la crescente consapevolezza, da parte degli operatori professionali (es. bar, ristoranti, centri commerciali, alberghi, etc.) circa l’obbligatorietà del pagamento di tali diritti. Questo segmento è l’unico a crescere nell’ambito della cosiddetta “Musica sparsa”, ovvero diffusa all’interno di attività economiche (ludiche o ricreative), e quest’anno è stata classificata e analizzata per tipologia di fruizioni e fatturato generato rispettivamente da radio (-8%), diritti televisivi (-8%), discoteche (-5%), oltre alle attività commerciali e pubblici esercizi.
 
-          Sincronizzazioni. Questa edizione del Rapporto Musica introduce per la prima volta la rilevazione delle sincronizzazioni.  Il loro valore per l’anno 2009 ammonta a 31 milioni di euro ed è così composto: 12,3  milioni di euro sono raccolti dagli editori musicali, 4,8 milioni di euro dalle case discografiche e i rimanenti 14 milioni  rappresentano il compenso separato per la proiezione pubblica nelle sale, raccolto da SIAE.
 
-          Musica dal vivo. La crescita della musica dal vivo, +3% con 781 milioni di fatturato,  nasconde, in realtà, come lo scorso anno, un calo del numero del numero dei biglietti e un aumento dei prezzi.
La flessione complessiva del ‘piccolo settore’ (pari a -6%) va contestualizzata in uno scenario macro-economico complessivo che, come anticipato, vede i consumi totali in Italia diminuire lungo il corso del 2009.
 
“I dati del Rapporto Musica riflettono una realtà caratterizzata da una profonda evoluzione nelle modalità di fruizione di musica, paragonabile ad un vero e proprio ‘mutamento climatico’ che ha contribuito a ridisegnare il profilo del mercato. Cresce in maniera promettente di consumo digitale; contemporaneamente ci muoviamo in uno scenario in cui la musica è sempre più legata alla gestione dei diritti. Oggi i flussi economici generati dai ‘diritti discografici’ rappresentano, infatti, una voce sempre più rilevante nell’economia delle case discografiche; per molte di queste imprese, costituiscono la fonte principale di ricavi”, commenta Saverio Lupica, Presidente di SCF Consorzio Fonografici. “La raccolta dei diritti discografici cresce, a conferma che ogni giorno sono sempre di più gli operatori professionali che fanno uso di musica riconoscendo spontaneamente il compenso dovuto agli artisti e ai discografici”.
 
"La musica rappresenta un patrimonio importante e un settore fondamentale della produzione culturale del nostro paese, il Rapporto sull'Economia della musica, abbracciando l'intero universo produttivo di questo settore, è uno strumento indispensabile di analisi per chi vuole contribuire allo sviluppo dell'Industria Musicale in Italia”, sottolinea Paolo Franchini, Segretario Generale FEM (Federazione Editori musicali).
 
“Il Rapporto sull’Economia della Musica è un quadro integrato e complessivo del mercato della musica in Italia e uno strumento fondamentale per comprendere la complessità socio-economica del fenomeno Musica. Per il 2009 il rapporto evidenzia  come la maggior parte dei diritti d’autore derivi dalle pubbliche esecuzioni, quasi 94 milioni di euro, con un incremento del 2,4% rispetto al 2008 e sempre meno dai diritti derivanti dalle vendite dei supporti. E’ fondamentale in questo ambito il lavoro svolto  dalla SIAE, con i suoi 650 punti territoriali sparsi in tutta Italia. Il settore più promettente di tutto il sistema musica è però quello digitale: i diritti incassati dalla SIAE per le utilizzazioni di musica online sono aumentati del 17% rispetto al 2008 e si prevedono ulteriori incrementi. Nel mese di luglio la SIAE ha firmato un importante accordo con YouTube, per assicurare agli autori e agli editori un compenso che tiene conto dell’intensità di utilizzo delle loro opere sulla popolare piattaforma”, commenta Giorgio Assumma, Presidente della SIAE.
Passando ai dati del ‘grande settore’ (quello dei segmenti più esterni al sistema) la ricerca evidenzia un fatturato complessivo in calo del 16% con 1.010 milioni di euro, trascinato dalla netta riduzione delle vendite dell’elettronica di consumo audio (- 25%), il comparto che più ha sofferto in tutto il sistema, replicando il trend dell’anno precedente.
Si confermano sostanzialmente stabili i comparti della musica stampata e degli strumenti musicali (+0,3%). In quest’ultimo comparto aumenta il valore degli acquisti di chitarre acustiche, percussioni, strumenti ad arco, organi e accessori.
 
“I dati relativi al 2009 rivelano sì una sostanziale tenuta del comparto degli strumenti musicali, ma non possiamo trascurare il fatto che questa tenuta, in sé di segno positivo, assume un significato diverso in una visione di più ampio respiro del mercato. I quattro anni precedenti al 2009 sono stati infatti caratterizzati da un ben più rilevante trend di crescita”, afferma Claudio Formisano, Presidente di DISMAMUSICA, aggiungendo: “Per recuperare la sua spinta alla crescita, il nostro settore è chiamato a generare senza soluzione di continuità progetti e iniziative tesi a superare il momento di stasi attuale. In quest’ottica come Associazione intendiamo anche offrire alle istituzioni il nostro know-how e la nostra esperienza per promuovere insieme l’apprendimento della musica e la pratica musicale con conseguenti benefici sia per la cultura che per l'economia del Paese”.
 

0 mi piace, 0 non mi piace
Fai di Affaritaliani la tua HomePage
Iscriviti alla Newsletter
Mobile
Seguici su facebook
Rss
Twitter
Google
Internet Explorer

Rignano/ Tutti assolti con formula piena
Anronveneta/ Revocata la confisca di 39,6 milioni a Unipol
Antonveneta/ Pene ridotte in appello a Fazio e Consorte
Borsa/ Chiude in calo con banche e Fiat, Ftse Mib -0,74%
Terremoto/ Napolitano, Stato interverra' coerente a impegni
Grecia/ EFSF versa 18 mld alle quattro principali banche
Nuove Br/ Imputati condannati a risarcire 100 mila euro a Ichino
Nuove Br/ condnne ridotte, tolta finalita' terrorismo
LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME
inEVIDENZA
Pandora moments p2
Mode e Talenti

I charms danesi di Pandora
alla conquista dell'Italia...

Per il grande pubblico italiano questo nome è ancora poco conosciuto. Ma ora Pandora, colosso della gioielleria che ha fondato il proprio successo sui charms, accelera sul mercato italiano. A maggio ha aperto i battenti il primo negozio della griffe nordica, a Venezia. Il primo di una lunga serie...

Il bello di Pandora è che si può modulare il proprio oggetto dei sogni partendo da una spesa di poche decine di euro per arrivare a cifre a tre zeri. Famoso, il bracciale Moments, componibile a piacere scegliendo fra oltre 600 charms. L'azienda è seconda, per redditività, solo a Tiffany

Case da sogno

Una villa? Un attico? Un loft? Quello che cerchi in un click
Trova tutto qui!

Prima rata gratis

Sei alla ricerca di un prestito? Trovalo subito
SCEGLI PRESTITÒ

Auto usate

Stai cercando l’auto dei tuoi sogni? Scoprila subito.
Cerca adesso