Gianna Nannini mamma su Vanity Fair
![]() La copertina scattata |
"Ti chiamerò Penelope perché mi hai aspettato tanto prima di nascere. Hai aspettato che fossi pronta. Per tre volte non lo sono stata, ma oggi lo sono. Tu, il più grande amore della mia vita, arrivi dopo il dolore profondo e lo shock. Ma ci ho creduto pienamente, e ho sentito la forza per riuscirci, e ti ho desiderata così tanto che oggi, mentre ti scrivo, ti ho dentro di me". Inizia così la lunga lettera aperta che Gianna Nannini, la pop star icona di un femminismo trasgressivo, scrive alla figlia che sta per nascere sulle pagine di Vanity Fair, che le dedica la copertina del numero in edicola da mercoledì 17 novembre. Una lettera che avvolge la gravidanza della 54enne in un alone di mensiero ancora più grande di quanto già non fosse. In Rete si legge di tutto. "Chissà chi è il compagno (o la compagna?)", e c'è chi azzarda: "non vedo che cosa ci sia di male nella fecondazione assistita". E arriva ad Affaritaliani.it una mail firmata Melania da Binasco che elogia la cantante per le belle parole verso la figlia e ne sottolinea l'importanza in una società in cui i pregiudizi spesso superano l'importanza dell'amore con la A maiuscola..
Eccola:
Carissimi della redazione di Affaritaliani,
ho letto l'articolo sulla lettera scritta da Gianna Nannini per la figlia che porta in grembo e vorrei dire la mia su una vicenda tanto delicata quanto determinante per la storia del nostro Paese. Vivo a Binasco, un paesino della provincia di Milano e immagino già i discorsi che sentirò domani in coda alle casse del supermercato o davanti all'edicola. Diranno (chi? le persone, le donne soprattutto, anziane soprattutto) che questo mondo è uno schifo perché anche un maschiaccio come Gianna Nannini, considerata l'icona del rock italiano, di genio e sregolatezza avrà un bambino (Penelope) destinato a non avere una famiglia tradizionale. Ecco, so già che sentendo certe parole mi si rivolterà lo stomaco perché leggendo gli estratti di quella lettera mi sono commossa. Trovo che sia la più bella espressione dell'amore materno con la A maiuscola e che sancisca una svolta sociale importantissima: è fondamentale che cattolici, non cattolici, musulmani, conservatori e progressisti capiscano che la dedizione, l'amore, la voglia di assumersi la responsabilità di essere genitori sono le uniche cose che contano. E se ci sono... Evviva la mamma lesbica. Chissene importa se uno è uomo, donna, gay, lesbica. Quello che conta è che chi decide di avere un figlio sia felice e disposto a passare al bimbo o bimba le proprie esperienze, quelle felici e quelle dolorose, allo scopo di farlo crescere e come canta Battiato in quella stupenda canzone che è La Cura proteggerlo "dalle paure delle ipocondrie, dai turbamenti, dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo...". Grazie Gianna



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