Bologna, sullo schermo le storie di Gaza
Due storie per raccontare frammenti spesso ignorati della situazione nella Striscia di Gaza, dopo l’attacco israeliano del dicembre 2008. Due tessere di un mosaico dai contorni ancora indefiniti, ovvero la difficile ricostruzione del territorio governato da Hamas a nove mesi dal termine dell’offensiva, su cui si sono spenti i riflettori dei media internazionali. E sono loro, i bambini, che a Gaza rappresentano circa la metà della popolazione (circa 1,5 milioni), i protagonisti inconsapevoli di questa tragica pantomima in quella che è stata definita “la più grande prigione del mondo” (da cui è impossibile uscire, anche per sottoporsi a cure mediche urgenti). Sono questi i temi di “Difficult missions” del giovane palestinese Sami Alhaw e di “Gli aquiloni di Gaza” della giornalista Anna Maria Selini, in programma domani, venerdì 9 ottobre, al cinema Lumière di Bologna, nell’ambito del Terra di tutti film festival. Filo conduttore di entrambi è la drammatica situazione sanitaria a Gaza, causata dall’isolamento imposto da Israele: “Nell’unico ospedale pediatrico della Striscia dove si curano i malati di tumore – dice Selini – ci sono 120 bambini che attendono di varcare la frontiera per avere cure adeguate. A Gaza non ci si può sottoporre a radioterapia perché Israele lo impedisce, e questo è un grosso handicap per i medici. L’unica soluzione è trasferire i malati in Israele o in Egitto, ma dal momento in cui l’Oms lo chiede, passa di media un mese. Questo può decretare la vita o la morte di un bambino”.
L’infanzia sembra non costituire un canale privilegiato, dunque, per oltrepassare il confine, come dimostrano i dati del 2008 (solo 40 bambini sono riusciti ad entrare in Egitto o in Israele). Anche l’altro regista del Festival, Sami Alhaw, si è immerso nella realtà sanitaria del suo paese di nascita, Gaza appunto: “È una produzione totalmente indipendente – dice Stefania Piccinelli dell’ong Gvc e direttrice artistica del Terra di tutti film festival insieme a Jonathan Ferramola dell’ong Cospe – Sami ha girato il cortometraggio insieme a tre cameraman: uno fisso in ospedale, uno in ambulanza e l’altro in strada per riprendere quello che succedeva. Il quadro è preoccupante: il semplice reperimento di medicinali diventa impossibile e le strutture sanitarie avranno bisogno di anni per essere ripristinate”. Il giovane regista palestinese – solo 25 anni – sarà presente alla presentazione del film, domani, nonostante le numerose traversie che ha dovuto subire per arrivare in Italia. “In base agli accordi tra Israele ed Egitto – spiega Piccinelli – la frontiera della Striscia si può aprire solo per deroghe speciali. I nostri colleghi di Gvc a Gaza hanno aiutato Sami ad inserirsi in una lista di nove persone, ma all’ultimo momento non l’hanno fatto uscire. Il ragazzo aveva perso ogni speranza, era persino tornato al lavoro. Poi gli hanno detto che i valichi erano stati riaperti, e subito si è accodato ad una delegazione delle Nazioni unite. È arrivato in Italia proprio oggi”.
Anna Maria Selini quest’anno è stata a Gaza due volte, ad aprile e agosto, e proprio il 1 agosto ha partecipato all’incredibile volo di tremila aquiloni sulla spiaggia di Beit Lahiya. Obiettivo: entrare nel Guinness dei primati. “Sono partita da qui per descrivere la situazione generale a Gaza – dice – è stato molto emozionante vedere decine di autobus venire da tutta la Striscia, pieni di bambini che non avevano mai messo piede fuori dal loro paese: una ventata di leggerezza e libertà in un territorio oppresso Il confine israeliano di Eretz ha impedito ai giudici del Guinness di convalidare la vittoria, ma un altro e più importante record è stato raggiunto: riaccendere i riflettori internazionali su Gaza dopo l’offensiva israeliana di nove mesi fa” conclude.
Dopo le proiezioni di venerdì, il Terra di tutti film festival prosegue sabato 10 con un incontro di presentazione del libro “Africa & Media, giornalismi e cronache nel continente dimenticato”. Interverranno Luciano Scalettari, giornalista e africanista di Famiglia Cristiana; Mauro Sarti, giornalista, curatore del volume; Gilberto Mastromatteo, regista delle “Croci di Malta”, documentario in concorso; Abdoul Aziz Cissé, regista della “Brèche”, in concorso al festival e Didier Bergounhoux, regista di “L’or bleu, ressource ou merchandise” anch’esso in concorso. Terra di tutti film festival si concluderà domenica 11 ottobre con un evento fuori concorso, la proiezione del “Mio nome è Emmanuel” di Andrea Tinari, il documentario sul caso Bonsu “censurato” nei cinema di Parma.



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