Le famiglie italiane spendono il 5% del loro budget per il gaming
Le famiglie italiane hanno investito, nel 2008, il 5% del proprio budget per i consumi nell'industria del gioco, un settore che ha registrato incassi totali per 47,5 miliardi e che entro il 2011 arriverà a 70 miliardi di euro: un trend di crescita annuo del 15% per il triennio 2009-2011. Sono dati contenuti nell'indagine condotta dal Censis "Gioco, Ergo Sum", presentata oggi a Roma, in cui si illustra l'evoluzione dell'industria dell'intrattenimento in Italia. Il rapporto, sottolinea Agipronews, sfata il luogo comune del gioco come "tassa per i poveri": le regioni e le province nelle quali si gioca di più sono quelle a 'maggiore ricchezza', mentre dove il tasso di disoccupazione è più elevato si riduce il giocato pro capite.
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Lo studio è stato commissionato dall'associazione Giochi e società in collaborazione con Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici. Giochi e società è un'associazione culturale di cui fanno parte alcuni dei maggiori operatori del gioco in Italia: Cogetech, Eurobet, Gioco Digitale, Intralot, Ladbrokes, Merkur-Win e Sisal-Matchpoint. "Il gioco è diventato un un rilevante comparto economico del sistema Italia: rappresenta allo stesso tempo una filiera industriale e di servizi, una rete 'terrestre' di raccolta con benefici reddituali per decine di migliaia di piccoli operatori commerciali, occupazione, identita' locale (non si gioca nello stesso modo al Nord ed al Sud), sviluppo informativo e tecnologico (la nuova era del gioco digitale) - si legge nel rapporto. - E la frontiera del gioco online, come si evidenzia dal successo ottenuto dagli skill games nei primi cinque mesi, diventa anche la spia di un 'secondo canale' di gioco, oltre a quello fisico-terrestre, destinato a complementare in volumi ed in numero di giocatori il gioco 'tradizionale'".



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