Gli italiani impazziscono per il poker online
Numeri davvero interessanti arrivano, dopo poco più di un mese di attività, da Gioco Digitale il primo operatore a partire con il poker on line a "soldi veri". Ma oltre ai numeri ci sono degli aspetti tecnico-legali di cui bisogna tenere conto e dei quali Agicos ha parlato con Carlo Gualandri, presidente di Gioco Digitale.
Dopo poco più di un mese di attività, ci fornisca qualche dato.
"Il primo mese si è chiuso bene nonostante tutti i problemi legati alla partenza del sistema nazionale. Oggi direi che abbiamo completato la conversione della base di utenti provenienti dal for fun e ci stiamo assestando su livelli interessanti di gioco settimanale con circa 600.000 diritti movimentati su quasi 30.000 conti di gioco per una raccolta intorno ai 5 milioni. Il montepremi più alto è tradizionalmente raggiunto dal nostro torneo più importante che è il "Sunday Master", con un montepremi garantito di 15.000 euro (è stato superato lo scorso weekend generando una massa premi di oltre 20.000 euro). Il torneo con più partecipanti è invece "Sabato Rounder", con buy-in a 5 euro e con montepremi garantito: ha avuto oltre 700 giocatori".
In quale giorno ed a quale ore si gioca di più?
"Il gioco è abbastanza distribuito nei giorni della settimana con un lieve incremento nel week end che favorisce il sabato; mentre nei giorni feriali il periodo di maggiore affluenza è dalle ore venti all'una del mattino. Snai, Sisal, Lottomatica ed altri operatori hanno annunciato lo sbarco sul mercato del poker on line a soldi veri tra pochi giorni".
Pensa che l'arrivo, praticamente tutti insieme, di questi colossi possa creare problemi al sistema?
"Non lo so, ma mi auguro vivamente che l'Amministrazione abbia fatto i necessari e doverosi controlli con Sogei per essere sicura di poter introdurre traffico aggiuntivo sul sistema centralizzato. Abbiamo appena cominciato, con grande fatica, a operare in condizioni di relativa stabilità e stiamo riguadagnando la serenità e la fiducia dei nostri clienti, messa a dura prova dai problemi che abbiamo vissuto nel primo mese. Permettere nuovamente che si verifichino le condizioni per il blocco del sistema nazionale, e di conseguenza di tutto il mercato, non sarebbe in alcun modo accettabile. Il movimento giornaliero è ormai molto significativo ed ogni interruzione provocherebbe un danno monetario estremamente rilevante; spero che l'amministrazione ne abbia tenuto conto e che un nulla osta alla partenza di altri operatori venga dato solo a fronte della certa e dimostrata capacità del totalizzatore di gestire il carico aggiuntivo".
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Si vocifera di società che potrebbero utilizzare server all'estero, commettendo di fatto un illecito, per la loro proposta di poker on line in Italia. Quale è la sua opinione?
"La legge è molto semplice: il server deve risiedere in Italia, e ci sono precise ed evidenti ragioni per questo requisito. Questo nel caso del poker significa che il sistema di generazione dei numeri casuali e il sistema di gestione delle regole del gioco, dei tavoli e dei tornei deve essere locale. Capisco che possa esistere la tentazione di utilizzare le infrastrutture già presenti nei sistemi esteri di operatori illegali ma questo è semplicemente non possibile con la attuale licenza Bersani.Non faremo sconti a nessuno su questo tema, tutti hanno sostenuto i costi e al complessità della creazione di una infrastruttura dedicata sul territorio nazionale e nessuno può invece pensare di usare scorciatoie di questo tipo".
La proposta di poker in Italia è sufficiente per attirare gli appassionati che ancora giocano all'estero oppure manca ancora qualcosa?
"L'offerta attuale è sicuramente interessante anche per gli appassionati che giocano all'estero. Ovviamente in prospettiva sarà interessante alzare i limiti per il buy-in o addirittura pensare ad aggiungere il gioco per cash ma quello che abbiamo oggi è sufficiente per creare un mercato italiano vario e ricco anche più di molti network internazionali. Il vero problema della proposta italiana è che la tassazione è veramente troppo alta, in grado di mettere in discussione l'appetibilità del gioco se confrontato con gli operatori illegali.Rispetto agli standard di mercato un concessionario italiano si trova praticamente a pagare un terzo del suo "fatturato" in tasse prima ancora di incominciare a riconoscere i costi industriali. E' necessario che, per quello che riguarda il poker, la tassazione venga riesaminata urgentemente per permettere effettivamente che lo sviluppo del mercato sia in grado di fare emergere le significative quote di movimento che oggi si dirigono verso i siti esteri privi di concessione".



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